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Luigi Coppa"A Forio vive e lavora in solitudine (ma con gli occhi
aperti su tutto quel che succede) il pittore Gino Coppa.
Non si può non accennare alla «particolarità» dell'isola
di Ischia. «Vasta quanto un continente» dice De Libero; e
che assolve anche funzione di «continente» assai differente
da Capri, per la funzione che ha svolto e svolge. Basti pensare a chi
sono gli «stranieri», tedeschi, inglesi, americani, ed anche
italiani di grande prestigio intellettuale, come De Libero, Sapegno,
Bigiaretti, Visconti, De Angelis, che vanno e soggiornano a Ischia, e
a come ci vanno. Non per vacanza o «buen retiro». La presenza
di questi «stranieri» è attiva nell'isola; essi hanno
contribuito e contribuiscono a generare un clima culturale particolare,
internazionale, che suscita obiettivamente molte energie culturali locali;
Gino Coppa è il frutto più interessante di questo clima.
Quanto Coppa abbia assimilato e condotto ai propri fini, per esempio,
di una certa tradizione «acquarellista», è facile
vedere, ma ciò che più conta è il modo totalmente
originale col quale Coppa ha stravolto tale tradizione; il suo «salto
qualitativo» a cui non è estraneo il fatto di avere allargato
la dimensione dell'acquarello, fino a desiderare di poter ricoprire superfici
sempre più grandi con la sua pennellata gravida d'acqua, intensa,
profonda, decisa, aggirante, determinante.
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