Geologia dell'isola d'Ischia
di Ferdinando Fonseca

 
 
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Sembra che questo vulcano sia il solo dell’isola che abbia messo fuori molti massi erratici di qualche grandezza, e spesso di composizione diversa dalle lave, tra i quali è da noverarsi un gran masso di mica bruno-nerastra in piccole lamine, tinta dalla limonite in giallo-rossiccio, che ho trovato sulle sue falde, che sono piene eziandio di una gran copia di massi di stigmite bruno-nericci ripieni di cristallini di riacolite. Si rinviene ancora presso la punta di S. Alessandro, sulle sponde del mare sotto forma di sabbia, la nigrina ossia il titanato di ferro in belli ottaedri regolari. Di sotto le radici boreali di questo vulcano si vede uscire in alcuni punti la marna plastica con impressioni di vegetali carbonizzati, che abbiamo chiamata subappennina, e le sue produzioni presso le sponde del mare covrono un particolare aggregato. Esso è composto di munutissimi frammenti di pomici rotolati, di pezzettini di trachite impastati con poca marna, notevole per la gran copia di conchiglie, di qualche echino ed alcun raro avanzo di crostaceo, che contiene nella sua massa.
Dal considerare la natura di questa roccia e quella dei fossili in essa contenuti, e dall’osservare la soprapposizione di uno strato di lapillo e di altre produzioni vulcaniche sopra questo deposito vulcanico-marno-conchiglifero, penso che esso appartenga agli ultimi tempi della formazione terziaria e propriamente ai terreni mobili del sistema diluviano.
Tiene dietro al monte Rotaro il Montagnone, che con esso è e amezzo unito, avente eziandio un vistoso cratere più grande di quello del precedente vulcano; solamente nel lato che guarda scirocco è leggermente slabrato. Si compone tutto di trachite in massa che con quella in lava da esso cacciata si mescola, di cui le più notevoli varietà sono:


Trachite bigia compatta con cristalli di riacolite. Dalle pendici meridionali del Montagnone.
- bigia, porosa con cristalli allungati di riacolite. Dalle pareti interne che guardano mezzogiorno.
- cellulosa con cristaslli di riacolite uniti in gruppi. Dalla pendice ove si congiunge col monte Rotaro.
- bigio-gialliccia. Dalla cima che guarda borea sulle pareti esterne.
- bigio- gialliccia, porosa; fragile. Dal centro del cratere.
- bigio-chiara, porosa, fragile. dalle falde esterne.
- bigio-scura, scoriacea. Dalla più alta cima.
- idem, con molti cristalli di riacolite. Dalle pareti esterne che guardano mezzogiorno.
- rossiccia, scoriacea. Dalle falde esterne.
- vetrosa con tessitura fibrosa. Erratica. Dalla sommità del Montagnone.

In quanto alle sostanze frammentarie che ha messo fuori questa bocca ignivoma, si rinvengono incoerenti ed erratiche lungo l’erta, particolarmente salendola dal lato settentrionale, consistenti in lapilli, pomici, in masse di stigmite e frammenti di trachite. Si osservano queste materie formate sulla pendice dal l ato di libeccio, e propriamente in un luogo chiamato Fondo del Rotaro, un aggregato poco coerente, rossiccio, fragile, composto di minuti lapilli, cementato da una terra rossa; ed un altro di colore bianchiccio, scomposto, sporcante, fragile, con tessitura pisolitica, dando con l’alito l’odore argilloso.
Il Lago, ora Porto del bagno, ha presso che un miglio di circuito con uno scoglio nel mezzo, su cui è posta una casipola pescareccia, è circondato da tre lati da basse pareti di trachite e dal quarto, voglio dire quello di mezzogiorno, aperto e sfornito di qualunque rialto. Le rocce degne di osservazioni sono:


Trachite bigia con cristalli di riacolite e qualche laminuccia di mica. Presso la foce del lago dalla parte della punta di S. Pietro.
- bigio-chiara, cellulosa con grana cristallina. Dallo scoglio nel mezzo del lago.
- bigio fragile con grana cristallina e con cristalli di riacolite aggruppati. Dalla trachite superiore della grotta della punta di S. Pietro.
- bigio-verdiccia con cristalli di riacolite e mica. Dalla trachite inferiore della punta di S. Pietro.
- bruno-rossiccia, scoriacea con cristalli di riacolite. Dalla trachite inferiore della punta di S. Pietro.
Aggregato giallo-rossiccio, fragile. Dalla punta di S. Pietro.


Da ultimo pongo fine a questa mia breve geologica descrizione dell’isola d’ischia colla storica lava dell’Arso, ultima trachite che ha posto fuori questo sistema, perciò l’ultima lava che ha devastato questa Isola, e che travagliò sì miseramente quegli abitanti.
Già correva l’anno 1301 dell’èra volgare, quando repentinamente nel luogo ora detto Cremate, un miglio e mezzo lungi dal mare boreale, rotta la terra si aprì ampia bocca, che gran copia di fumo, pietre miste a ceneri ed a lapilli saettava in aria, e largo torrente di lava versava nei sottoposti piani, recando terrore grandissimo a quei miseri abitanti, e tetro stupore alle genti raccolte sulla spiaggia Cumana, venute da tutti i luoghi circostanti per maravigliare di sì strana e spaventevole catastrofe. La quale in poco tempo finì col lasciare un cratere detto di Cremate, assai piccolo a confronto a tanta eruzione, ricoprendo tutte quelle fertili campagne di ceneri, e raggiungendo il mare in cui la lava si tuffò dentro. Essa ha dato il nome dell’Arso al luogo ove giace, ed è tanto fresca oggidì, che pare fosse fluita da pochi anni, ed è caratterizzata eziandio dal peridoto che presentasi nella sua massa. Suole offrire molte varietà secondo i diversi luoghi in cui si osserva; le più notevoli sono:


Trachite bigio-rossiccia, compatta. Dal cratere di Cremate.
- bigio-nericcia, compatta con cristalli grossi di feldspato vitreo e pirossene. Dall’Arso (lava del 1301).
- bigio-nericcia con molti e piccoli cristalli di riacolite ed ilivina. Dall’Arso (lava del 1301).
- bigia, fragile con cristalli di riacolite pirossene ed olivina. Dalla punta Mulina (lava del 1301).
- nericcia, scoriacea. Erratica. Dall’Arso.
- rossa, cellulosa. Erratica. Dal cratere di Cremate
.

Tutte le fenditure di questa gran lava spesse fiate s’incontrano tappezzate dall’oligista squamoso o laminare, rare volte dal cristallizzato.
Dalle anzidette cose apertamente appare che avesse dapprima dato cominciamento all’isola d’Ischia la gran massa di trachite che compone il suo sistema centrale ossia il primo sistema, uscendo essa dall’acque del mare in forma di massa durante la formazione terziaria; e nello stesso periodo questo sistema sembra che avesse formato colle sue eruzioni il monte Epomeo. Fu indi tutto questo sistema coll’Epomeo stesso nel tempo della formazione pliocenica in alcuni punti ricoperto infino all’altezza di 500 metri dalla marna subappennina. Non guari passò che sorse dal mare la trachite del secondo sistema, ossia quella del castello d’Ischia, del monte di Campagnano, del monte Vezza, della punta di S. Pancrazio, e quell’altra che s’è sprofondata sotto l’onde del mare dopo aver formato quei filoni che si veggono lunghesso la costa di scirocco. Contemporanei a questo vennero fuori il terzo ed il quarto sistema con tutte quelle diverse masse trachitiche che di sopra abbiamo lungamente descritte, e sembra che verso questo periodo si fosse depositata quella roccia vulcanica marno-conchiglifera che si vede tra la punta di S. Alessandro e di Castiglione. Da ultimo è venuto fuori il sistema dei vulcani storici, che a lunghi intervalli hanno continuamente travagliato questa contrada, ed a questi monti ignivomi si appartengono tutte le diverse eruzioni di cui gli autori fanno menzione. Al primo svolgersi di questa formazione principiò lentamente ad accumularsi il deposito ghiaioso-sabbioso- conchiglifero che s’incontra presso il Lacco, e la breccia trachitica calcareo-conghiglifera che si vede alla punta dell’Imperatore. Mentre tali rocce si depositivano cominciarono ad ardere questi ultimi vulcani storici, giudicandosi ciò dalla freschezza delle trachiti, che formano il monte Tabor, il monte Rotaro, il Montagnone, ed il porto del Bagno e dalle forme intere che conservano i crateri del monte Rotaro e del Montagnone; finalmente finì questo sistema colla lava dell’Arso che fluì nell’anno 1301.


Altezza dei monti ed altri luoghi dell’isola d’Ischia isurati dal prof. Gussone in piedi parigini:

Arso (fondo del suo cratere) 405
Idem (vetta del cratere) 562
Barano (piazza del paese) 638
Bocca della Serra 1686
Campagnano (all’Annunziata) 414
Casamicciola (piazza del paese) 370
Casino reale al Bagno 114
Castiglione 213
Chiaiano 549
Falanche (piano detto) 1638
Fontana 1358
Marecoco 310
Monte di Barano 641
Monte di Buceto 1161
Monte Epomeo 2407
Monte Nuovo 1466
Monte Trippiti 1455
Monte Vetta 1682
Monte Vezza 1141
Monte Vico 309
Monte Montagnone (vetta dell’ovest) 913
Monte Montagnone (fondo del cratere) 665
Monte Tabor 164
Moropano 847
Punta dell’Imperatore 746
Punta S. Alessandro 99
Punta S. Angelo 323
Rotaro (fondo del cratere) 532
Rotaro (pianura) 719
Rotaro (trivio a cava bianca) 867
Rotaro (vetta del cratere del sud) 826
Santa Maria del Monte 1289
Sentinella (Casamicciola) 377
Serrano 1166
Stufa di san Lorenzo (Lacco) 174
Testaccio 420
Pleio 467
pietra dell’acqua 2074
Pucciata 1565

(Per ottenere le misura in metri occorre moltiplicare per 0,324 le misure in piedi indicate).

 
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