Appendice 4 - Torre di Nacera
Premessa
Nella zona orientale del paese, sulla via di collegamento con quella settentrionale dell’Isola, in vista delle principali costruzioni dello stesso tipo delle zone e contrade vicine, fu eretta la Torre di Nacera: datata in genere nella seconda metà del XVI secolo, essa appare già nel celebre documento del Cartaro (1586), assieme alla vicina e dominante Torre di Baiola (V. Appendice 17 di questa Nota).
Appartenente alla terza generazione delle Torri isolane, - dopo le torri di epoca romana, sono a pianta circolare quelle della seconda, rettangolare o quadrata, quelle della terza -, di essa, dopo il sisma del 1883, rimane solo la parte inferiore, e qualche fila di pietre del paramento della superiore.
Nella sua nota monografia [131] sui tre eventi sismici dell’800 (1828, 1881 e 1883) Johnston-Lavis trascura, salvo alcune sporadiche e scarne osservazioni, gli edifici del tipo, e mentre parla della vicina chiesa di S. Michele, nulla dice di questa e della sua prossima compagna.
Anche in [119] e altri testi dello stesso argomento, sinora consultati, non si rinvengono documenti in merito ai danni subiti da questo edificio, ed al suo precedente aspetto.
Oggi, la zona immediatamente vicina alla Torre, smessi i panni di luogo di svago (discoteca), trova nuova frequentazione, grazie alle presenze dei fedeli, per la chiesa sorta ai suoi piedi, per iniziativa del parroco della chiesa già ricordata.
La torre stessa mostra, nel paramento esterno, testimonianze d’interventi di consolidamento e ripristino.
La Scheda [15], [112]
Provincia e Comune: Napoli, Forio.
Luogo: Via Cava del Cerriglio.
Oggetto: Torre.
Catasto:.F.17 part.242.
Cronologia: Seconda metà secolo XVI.
Autore: Ignoto.
Dest. Originaria: Torre di difesa e rifugio.
Uso attuale: Rudere nel 1979. Attualmente incerto; nel masso di base è realizzata parte della Chiesina della Regina delle Rose.
Proprietà: Privata, Patalano (1979), la parte superiore; della Chiesa, l’inferiore (1988).
Vincoli: Leggi di tutela P.R.G. e altri: 1497 del 1939.
TIPOLOGIA EDILIZIA – CARATTERI COSTRUTTIVI
Pianta: Praticamente quadrata (V. pianta).
Coperture: Piana a terrazzo.
Volte e solai: Volta a padiglione.
Scale: Di accesso, scavata nel tufo.
Tecniche murarie: Muratura di pietrame di tufo.
Pavimenti: Battuto di lapillo.
Decorazioni esterne: Originale, con due tori di pietra lavica, con il superiore che sorreggeva le mensole degli archetti della merlatura; attualmente, è presente il solo inferiore, dopo il crollo della parte superiore della torre nel terremoto del 1883.
Decorazioni interne: Camino.
Arredamenti: Assente.
Strutture sotterranee: Assente in [112]. Cellaio scavato nel masso tufaceo, probabilmente di altra abitazione, con volta e pavimento di pietra di tufo.
DESCRIZIONE (in corsivo, aggiunte e commenti personali)
[112] - L'accesso della torre è dato da pochi gradini, scavati nello stesso banco di tufo su cui sorge l'unico ambiente a pianta quadrata. Il materiale del paramento esterno, a lieve scarpata, è in pietrame di tufo rozzamente tagliato mentre gli spigoli risultano rinforzati da blocchi ben sagomati. Il toro di separazione posto all'altezza dell'imposta della volta a padiglione, suddivide la base tronco piramidale dal secondo livello di cui restano in sito solo pochi filari di pietra. Su di un lato del paramento interno, perfettamente verticale, è allogato il camino; tracce di fori su cui poggiano le pedate della scala in legno di collegamento con il livello superiore si ritrovano lungo il lato adiacente.
Bibliografia: [17] O. Pasanisi, 1926, p. 429 nota 5; [18] G. Algranati, 1930, p. 103; [79] G. Algranati, 1959, p. 22.
NOTE COSTRUTTIVE e NOTIZIE STORICO-CRITICHE
La torre detta «di Nacera» ha conservato, nel tempo la sua posizione isolata di suggestivo effetto paesistico (siamo nel giugno 1979, N.d.A.).
Oltre a torri ubicate all'interno dell'abitato o in prossimità della costa, si ritrovano a Forio torri, come quella di Nacera, situate lungo le vie di accesso al territorio agricolo con funzione di avvistamento e per consentire, in caso di pericolo di incursione dei Saraceni, la difesa ed il riparo ai contadini.
La data 1691 e le decorazioni riportate sul portale sono successivi alla edificazione della torre che risale sicuramente alla seconda metà del XVI sec. in quanto essa risulta già raffigurata nelle piante dell'isola d'Ischia dell'Ortelio (1590) e del Magini (1620).
In aggiunta a quanto si sta riportando da [112], si deve dire che la si è individuata, unitamente a quella di Baiola, anche nella mappa del Cartaro (1586).
Probabilmente la datazione ne ricorda la rilevazione da parte di un nuovo proprietario a cui sarebbe da riferirsi anche lo stemma sito sul concio piramidale posto all'ingresso.
La presenza del camino per le fumate è indice della funzione di collegamento con gli altri presidi del Dispositivo.
SCHEMA URBANO: Isolato.
RAPPORTI AMBIENTALI
La torre di Nacera ha conservato nel tempo la sua posizione isolata, di suggestivo effetto paesistico, benché interventi di edilizia speculativa, unitamente alla nuova posizione della strada provinciale, abbiano trasformato l’originaria definizione ambientale.
Inizialmente isolata, sulle vie di accesso al paese, questa torre è oggi (2002), ancor più inserita nel tessuto urbano, dilagante, che la circonda e soffoca d’ogni parte. Si deve ascrivere a fortuna che le iniziative del parroco della vicina chiesa di S. Michele, - che per la chiesa ha acquistato, nell’aprile 1988, il terreno e la cantina con copertura a volta e pavimento di tufo verde -, che ai suoi piedi vi sia, per buona parte all’aperto, lo spazio destinato alle funzioni religiose: almeno da questo lato, la torre sarà ancora visibile.
LAPIDI – STEMMI – GRAFFITI
Lo stemma a forma di concio trapezoidale posto sul portale d’ingresso reca inciso come motivo decorativo un fiore stilizzato e la data 1691.
Allo stato, non ne conosco immagini, potrebbe essere lo stemma di Forio.
Disegni e rilievi: Giugno 1979, scala 1:200. (V. anche fig.1, basata sulla documentazione di [112]).
Mappe: Rilievo aerofotogrammetrico scala 1:2000 e 1:5000.
Documenti vari: 6 fogli con 20 fotografie.
Relazioni tecniche: ----
Riferimenti altre schede: ---
Compilatore della Scheda: [A], ad integrazione e modifica di quella dell’Arch. Raffaela Maria Cianciulli. (giugno 1979) [112].
Conclusioni e propositi
Salvo il ritrovamento di qualche immagine pre-terremoto del 1883, e dello stemma, per la documentazione iconografica non mi aspetto altro.
Mi piacerebbe, comunque, visitarne l’interno.