Appendice 17 - Torre di Baiola
Premessa
Per un inquadramento di questa costruzione, notevole per posizione e funzione, già presente con la non lontana torre, a Le Pigne, nella mappa del Cartaro (1586), si vedano, sia la parte introduttiva della Zona – Sezione 2.4 di questa Nota -, sia l’Appendice 16, dedicata alla ricordata vicina.
Completamente isolata, a dominare l’ampio seno compreso fra il Caruso e la Punta del Soccorso, era in collegamento visivo col Torrione, i cui merli ancora si scorgono dalla strada che corre ai suoi piedi, ed anche con le vedette de La Guardiola a Zaro.
Oggi, si fatica a scorgerla, nell’ininterrotta sequenza di abitazioni che si erge sul lato interno della via; la sua imponenza primitiva.
La scheda che si è compilata, è in gran parte basata sullo stralcio che in [15] se ne fa da [113]: poche, e non sempre sostanziali, le modifiche apportate. Si ricorda che essa è basata su quella del 1979 dell’Arch. Cianciulli e che, da allora, altre variazioni, rispetto al primitivo stato, sono state certamente introdotte.
La Scheda [15], [113]
Provincia e Comune: Napoli, Forio.
Luogo: Strada comunale Baiola.
Oggetto: Torre.
Catasto: F.14, part. 546.
Cronologia: Seconda metà XVI secolo.
Autore: Ignoto.
Dest. Originaria: Torre di avvistamento e rifugio.
Uso attuale: Abitazione.
Proprietà: Privata.
Vincoli: Leggi di tutela P.R.G. e altri: 1497 del 1939.
TIPOLOGIA EDILIZIA – CARATTERI COSTRUTTIVI
Pianta: Quasi quadrata (V. pianta in fig.1).
Coperture: Piana a terrazzo.
Volte e solai: Volte a padiglione e solai di legno (1979).
Scale: Aperta a rampante unico (attualmente).
Tecniche murarie: Muratura di pietrame di tufo.
Pavimenti: Battuto di lapillo.
Decorazioni esterne: Tori di pietra lavica.
Decorazioni interne: assente.
Arredamenti: assente.
Strutture sotterranee: ----
DESCRIZIONE - NOTE COSTRUTTIVE e NOTIZIE STORICO-CRITICHE
La torre si articola in piano terra, ammezzato, primo e secondo piano: all'ammezzato si accede da una scala interna, al primo piano da una ripida scala aperta, modellata nell'impianto planimetrico di una costruzione adiacente, al secondo da una ulteriore scaletta esterna. La torre, a pianta quadrata, ha il paramento interno verticale, e l'esterno a scarpa fino al primo toro di separazione; il secondo toro è spezzato in corrispondenza dell'apertura del balcone del secondo livello. La muratura è di pietrame di tufo, rafforzato agli spigoli da blocchi sagomati. Le feritoie, localizzate nella parte alta, sono distribuite a coppia sui lati del quadrato. L'unica copertura originaria della torre Baiola, è quella del piano ammezzato, con volta a padiglione; la copertura del primo e del secondo piano, per il crollo delle volte, unitamente alla parte terminale della torre, durante il terremoto del 1883, sono state sostituite da solai in legno con le conseguenti trasformazioni, come si rileva anche dalla disposizione delle aperture sul prospetto di via Baiola dei livelli interni, suddivisi diversamente. La torre di via Baiola, come si evince dalle piante dell'isola dell'Ortelio (1590) e del Magini (1620) fu tra le prime torri quadrate realizzate a Forio. Facilmente individuabile per la sua maggiore altezza e per la posizione decentrata lungo il collegamento tra Forio e Casamicciola (attuale via Borbonica) la torre Baiola si è ritrovata, per l'espandersi tra il XVII e il XIX secolo dell'agglomerato di Monterone, inglobata in un nucleo abitato, facendo smarrire, così, le sue originarie funzioni di torre di avvistamento e di rifugio dei contadini della zona. Allo stato attuale la torre partecipa di un ambiente di intenso degrado per diversi fattori quali la presenza di ruderi superstiti del terremoto del 1883, la monotona simmetria del rione di baracche (Umberto 1°) e, non ultimo, l'intensa speculazione edilizia sviluppatasi negli ultimi dieci anni (1985).
Altre notizie:
Disegni e rilievi: Planimetria al 2000, [128].
Mappe: ---
Documenti vari: ----
Relazioni tecniche: ---
Riferimenti altre schede: ----
Compilatore della Scheda: Arch. Raffaela Maria Cianciulli. (1979) e modifiche in [15].
Conclusioni e propositi
Non molte le notizie su questa Torre. Poiché sui danni da essa subiti nel sisma del 1883, non soo contenuti cenni nei riferimenti bibliografici della Scheda dell’arch. Raffaela Maria Cianciulli, essi devono essere stati raccolti o da testimonianze dirette, o desunti dall’osservazione delle evidenti modifiche apportate all’edificio.
Lo schizzo quotato di fig.1, e la figura 3, tratta da [15], si prestano ad alcune riflessioni:
- la parte superiore della Torre è, oggi, limitata ad un’altezza di soli 2,90 m, al di sopra del toro superiore, dei quali solo la parte terminale appare rifatta, con un paio di file di pietra, a sostenere il lastrico solare, come testimonia la presenza delle prete ‘e cantone, originali, immediatamente sottostanti;
- il primo piano presenta due sole aperture: la prima, a fronte strada; la seconda, guarda verso il, relativamente lontano, Torrione – 780 m circa, in linea d’aria -. Sono così evidenti le due direttrici operative dell’edificio: verso la minaccia, di fronte; verso il principale nucleo di collegamento, verso occidente.
- La scala d’accesso, a rampa unica con 8 gradini – circa 2 m di altezza –, sul lato posteriore, è di epoca relativamente recente, come mostrano le sfettature praticate nella scarpa; da quel lato, ad un’altezza certamente superiore, si doveva accedere all’interno dell’edificio, mediante la solita scala di legno a pioli, che veniva successivamente recuperata.
- Notevole la pendenza della scarpa, circa il 9% (5°), uniforme su tutti i lati, che testimonia, se ce ne fosse bisogno, che la torre era inizialmente isolata;
- Malgrado non ne abbia certezza, mancando, allo stato, immagini o documenti che lo attestino, la Torre doveva avere coronamento merlato; stimando in un paio di metri (v. Appendice 6) l’altezza di questa struttura, la Torre doveva raggiungere la notevole altezza di 17m, che, aggiunti alla quota di 32 m del rilievo su cui è stata costruita, porta l’occhio della vedetta, posta sulla sua sommità, a ben 48,5 m sul livello del mare ¹: eccettuata La Guardiola, impiantata a quota 102 s.l.m., ciò rappresenta il massimo dell’intero apparato difensivo del territorio urbano, lato mare.
Limitatamente alle quote di fondazione delle torri foriane, si hanno i seguenti valori medi, arrotondati, raggruppando gli edifici per zone, così come si è finora proceduto:
- Zona di S.Vito: 23 m;
- Contrada del Cierco: 29 m;
- Borgo Marinaro: 12 m (escludendo la cosiddetta Torre della Spiaggia);
- Zona orientale: 31 m.
Con riserva su alcune quote s.l.m., non sempre chiaramente individuabili dalle planimetrie, si ottengono i valori di seguito tabellati.
Nome |
Quota s.l.m. [m] |
NOTE |
TORONE |
26,5 |
|
T.Castello a Roccia |
28 |
|
T. di MILONE |
29 |
|
T. di Vico Costantino |
20 |
|
T. Casa Patalano |
13 |
|
Valor medio della zona |
23,3 |
Zona della Rocca o di S.Vito. |
T. Vico Schiano |
27 |
|
T. SFERRATORE |
27,5 |
|
T. di CIGLIANO |
26,5 |
|
Nome |
Quota s.l.m. [m] |
NOTE |
T. Casa Lombardi |
37 |
|
Casa Sospetta a S.Vito |
27 |
|
Valor medio della zona |
29 |
Contrada del Cierco |
TORRIONE |
13 |
|
T. Quattrocchi |
11 |
|
T. della Spiaggia |
2 |
|
Casa Sospetta al Torrione |
12 |
|
Valor medio della zona |
12 |
Borgo Marinaro, esclusa T. Spiaggia. |
T. di Baiola |
32 |
|
T. di Nacera |
30 |
|
Valor medio della zona |
31 |
Zona Orientale. |
Come può agevolmente rilevarsi, eccettuato il Borgo Marinaro, gli altri insediamenti abitativi di FORIO, sono raggruppati intorno a quote comprese fra 23 e 31 m s.l.m.
E’ un vero peccato che il D’ASCIA [5], che pure era di MONTERONE, con la casa natale poco discosto dalla chiesa di S. Lucia [5]* p.392, non si sia soffermato un po’ di più a parlare di questa Contrada: se ne sarebbe certamente saputo maggiormente, e, quel che più conta, prima dei terremoti del 1881 e 1883.
1. Si giunge a questo numero, sottraendo alla somma della quota del sito e dell’altezza della torre, un mezzo metro, computando l’altezza a livello degli occhi di un individuo, e quella del piano di calpestio della copertura, cioè: 32 + 17 – 0,5 = 48,5 m