Ingegneri a Ischia
Gli scopi che si è prefisso l’Autore Strazzullo (1) sono ben diversi da quelli che ci muovono, tuttavia nella panoramica su operatori tecnici la cui attività è illustrata nella sua opera, molte sono le annotazioni che riguardano le attività di questi ultimi concernenti l’esplorazione finalizzata del territorio, la costruzione e/o riparazione di Torri ed altri manufatti difensivi, ricognizione di strutture difensive in opera, ed altri tipi di interventi volti alla realizzazione ed al mantenimento in efficienza dello schieramento difensivo delle coste del Regno di Napoli, nell’arco di ben tre secoli.
La figura di questo tecnico, molto diversa da quella attuale, è così tratteggiata nell’Introduzione di Giovanni Russo:
… L’ingegnere è nato come tecnico militare… (p. IX);
…. I Regi Ingegneri o Ingegneri Camerali, come vennero chiamati in un secondo momento, non si occuparono soltanto di fortificazioni, di torri, di strade e di lagni e di ciò abbiamo già fatto qualche cenno. Più numerosi e diversi erano i loro impegni in rapporto alla vastità della sfera delle opere interessanti il pubblico erario e alle loro attitudini professionali, come meglio può vedersi dall'attività svolta da quelli di essi che, per capacità e prestigio, rivestirono, specie nel periodo del viceregno, la carica d'Ingegnere Maggiore.
In verità più che di una carica dovette trattarsi di un incarico che si riceveva con una patente….
Il primo che, in questa pubblicazione, riveste tale qualifica è quell'Antonio Marchesi che il 12 marzo 1497 viene nominato, sul declinare della monarchia aragonese, Ingegnere Maggiore e Primo Architetto del Regno; ma, nel viceregno, dobbiamo giungere ad Arrigo di Gusman, conte di Olivares e all’incarico dato al cavaliere Domenico Fontana …per ritrovare di nuovo in funzione l'Ingegnere Maggiore (p. XX).
……
Un tale istituto dovette avere origini spagnole,….. Le incombenze dell'Ingegnere Maggiore dovettero essere appunto, oltre a queste relative alle fortificazioni e alle torri, quelle riguardanti i lavori pubblici in genere, dai porti alle strade, dagli edifici regi a quelli ecclesiastici, sia per quanto si atteneva alla costruzione o manutenzione, sia per quanto si riferiva al controllo delle esecuzioni, sia per quanto riguardava la revisione tecnica e contabile dei lavori eseguiti.
…… Per l'assolvimento di tali compiti l'Ingegnere Maggiore poteva disporre oltre che del suo Aiutante o Luogotenente, anche degli altri Regi Ingegneri, che non pare fossero però legati a lui da particolari vincoli di disciplina….
Anche se non completamente definita, come dimostra la lettura dell’intero lavoro dello Strazzullo, la figura che scaturisce da questi brani è sufficientemente chiara: peccato che l’A. più che le informazioni tecniche con le stime dettagliate dei lavori, i disegni che costituiscono la parte essenziale dei progetti di nuove opere o del loro restauro e/o adeguamento, privilegi la parte dei trattamenti economici e delle liti giudiziarie che spesso ne conseguono.
Si tratta di documenti che farebbero certamente la gioia del prof. Agostino di Lustro, certamente più adeguato di me alla loro completa fruizione, ma è comunque chiaro che molto sarebbe rimasto nell’indefinito delle attività di questi operatori tecnici, senza queste carte: chi fosse interessato, potrà trovare elementi sulle loro retribuzioni, costi di interventi costruttivi e stime delle spese da farsi, anche se poco dettagliate.
Ciò brevemente premesso, è bene considerare subito che se basso è il numero delle torri regie nell’Isola d’Ischia, rispetto al totale, conseguentemente pochi devono essere stati per l’Isola anche gli interventi richiesti agli operatori tecnici del Regno. Il dato numerico può essere sostanziato dal fatto che l’ingegnere Benvenuto Tortelli (prima metà del ‘500 – ottobre 1594) nell’intero tratto di costa che va da Capo Miseno a Gaeta provvide a realizzare solo 5 nuove torri [Strazzullo (2)], nelle seguenti località:
Pasanisi (3): … 1a al capo Misero…2a.Al Monte di Procida…3a Alla marina di Rocca Mondragone…4a Alla cala di Scauli… 5a Al luogo detto Fessure tra Gaeta e terre vicine1….
1V’erano già le seguenti: Torre di Gavetta, torre di Patria, t. d’Argento (Traetta), t. di Scauli (idem), t. di capovento (Sperlonga)….t. di Castellammare del Volturno, t. di S. Emaro (territorio di Sessa), t. di S. Agostino (Gaeta), t. di Viola (idem) di S. Anastasia(idem)….
Si riporta questo brano, dal noto lavoro del Pasanisi, per tre distinti motivi:
1) il primo riguarda una seconda torre per Scauli (odierna Scauri) luogo ove, per la presenza di acque correnti, si doveva non solo interdire la zona per negare l’approvvigionamento del prezioso liquido, ma anche proteggere i mulini ove anche gli abitanti di Ischia sarebbero andati a macinare il loro frumento (v. Appendice P), come si lesse in:
Mauro (4) (Da ASN, Carte Montemar, vol. 73, per l'anno 1706):… 5. Scauli [Scauri] è un luogo piccolo quasi in rovina, che ha pochissimi abitanti, distante 12 miglia da Gaeta venendo al Garigliano, dal quale non è molto lontano; vi è buon fondo per imbarcazioni, un ruscello molto abbondante di acqua buona, che fa andare alcuni mulini dove quasi tutti gli abitanti dell'isola di Procida e d'Ischia vanno a macinare il loro grano, e ha una montagnola nella marina con alcune torri che facilmente potrebbe servire al nemico fortificandole….
2) il secondo è notare che la Torre di Patria, del tipico modello viceregnale a tre troniere, sarebbe preesistente all’intervento dell’ingegnere Tortelli, e quindi costruita fra il 1532 e 1563, evidentemente in seguito alle ordinanze di don Pietro di Toledo del 1532; questa torre si era proposta in passato come vicino modello per la Torre di Montevico;
3) il terzo è puramente numerico: si trovano 5 torri, aggiunte a seguito dell’intervento dell’ingegnere, a 10 preesistenti, con un rapporto di 1 a 2.
Premessa questa valutazione di carattere generale, si annotano ancora i brani seguenti:
Strazzullo (5):… Con lettera del 23 ottobre 1612 il segretario del viceré (era viceré il Conte di Lemos) comunicava al Luogotenente della Sommaria, Juan Alonso Suarez, che al Fontana si dava incarico di controllare le spese relative alle riparazioni delle torri e fortificazioni del regno. Evidentemente il controllo si estendeva solo alle torri costiere dipendenti dalla regia corte, e non pure a quelle private, di famiglie nobili o di monasteri…
…Regesto di un gruppo di documenti dal titolo “Attestati di più Castellani del Regno a favore del Ingegniero Onofrio Antonio Gisolfo”
Documenti per l’Ing. Orazio Gisolfo
……
….Lettera della Sommaria ad Orazio Gisolfo, ingegnere delle Torri del regno, perché si rechi nell’isola d’Ischia per accertarsi se le torri colà esistenti sono adatte a ricevere il peso delle artiglierie (16 novembre 1627)…
Ricavandola con altre, dalle carte dei Monasteri soppressi, 4256, fascicolo15, si trova la conferma che l’ing. Gisolfo adempiva all’incarico:
Strazzullo (6):… Il 16 novembre 1627 l’Ing. Orazio Gisolfo andava nell’isola d’Ischia per vedere se in quelle torri si potessero sistemare le artiglierie solite a piazzarsi nelle regie torri…
e non è questo il solo intervento di questo tecnico, perché:
Strazzullo:… In aprile(1637) fu inviato con l’Ing. Gabriele Castiglione ad Ischia per periziare l’opera fatta dal partitario Andrea Francese nella torre della Cornacchia…
Il primo di questi due brani merita qualche riflessione. Alla fine del 1627, a ½ secolo circa dall’intervento dell’autorità centrale nell’Isola, si parla esplicitamente di artiglierie delle locali torri regie; ora, due sono le ipotesi:
- queste torri, costruite ex novo, o adattate da manufatti preesistenti (per quella di Montevico non vi è incertezza), non erano ancora fornite di artiglieria, cosa possibile perché documentata in Belli (7) per altri manufatti del genere, costruiti ed armati in un secondo tempo;
- l’armamento esistente non era ritenuto all’altezza dei compiti richiesti a queste opere difensive;
allo stato, data la scarsezza di informazioni distribuite nel tempo, l’interrogativo resta ancora senza risposta, ma lo si dovrà tenere presente, anche come particolare chiave di lettura.
Alla fine di quest’esposizione, si deve rilevare che i soli nominativi che si sono esplicitamente trovati con riferimento ad Ischia, sono:
- ingegnere Orazio Gisolfo: 16 novembre 1627 per problemi relativi all’istallazione di artiglierie sulle Torri, e aprile 1637 per una perizia relativa alla Torre della Cornacchia;
- ingegnere Gabriele Castiglione: aprile 1637 per la stessa perizia relativa alla Torre della Cornacchia;
- partitario Andrea Francese: aprile 1637, come esecutore di lavori nella Torre della Cornacchia.
Occorre notare che il Partitario, oltre che un documento contabile, è anche un appaltatore, figura sulla quale in rete si trovano diverse indicazioni, anche in relazione alle torri, come si legge:
sito www.salveweb.it: ….Le Università si dovevano fare carico del pagamento dei salari dei militi e dei cavallari in servizio presso la torre, e anche delle spese di manutenzione della stessa, per essere poi rimborsate dallo stato successivamente. L'appaltatore (partitario) doveva rilasciare una garanzia (tra i 300 ed i 500 ducati per ogni torre) alla Regia Corte e durante i lavori veniva sorvegliato nello svolgimento degli stessi da un "soprastante" che lo controllava affinché si attenesse alle prescrizioni dategli….
tuttavia di questo partitario, Andrea Francese non viene detto altro nei documenti consultati finora. Si deve inoltre notare che dato il costo delle torri, secondo le informazioni rinvenute in Belli e Strazzullo (8), la garanzia richiesta al partitario è notevole, costituendo parte notevole dell’intero ammontare delle spese.
Sulla figura del partitario si legge anche:
Strazzullo (9) p. 99: ….l’impresario, il partitario come allora si diceva, ma non il progettista…
Formicola (10) p. 16:… È bene specificare che l'organizzazione amministrativa del vicereame, prevedeva che i “Partitari” (Ditte costruttrici) una volta vinta la gara di appalto per una determinata opera, dovevano dare corso ai lavori a proprie spese e senza alcun anticipo; i pagamenti da parte della Corte avvenivano a stati di avanzamento previa verifica “a scandaglio" (a misura e qualità) dei manufatti realizzati….
Ed ancora:
Cosi (11) p. 29-30:…L'appaltatore (partitario) dei lavori per la costruzione di una o più torri, doveva rilasciare una garanzia (plegeria) alla R. Corte rappresentata dal R. Percettore provinciale. La garanzia oscillava tra i 300 e i 500 ducati per ciascuna torre e veniva assicurata da fideiussori (plegi) solvibili che erano quasi sempre soci del «partitario», ma non necessariamente persone del mestiere: casi di baroni, medici, etc. che figuravano nel «partito».
…..
…Durante i lavori per la costruzione di una torre, un «soprastante» sorvegliava perché il «partitario» si attenesse a tutto quanto gli era stato prescritto dalla R. Corte….
Si presentano così come attori principali nella costruzione di una Torre i seguenti protagonisti:
- un ingegnere, progettista;
- un partito costituito per la costruzione del manufatto, composto da: il Paritario, appaltatore dei lavori; i Plegi, fideiussori della garanzia o plegeria presentata a fronte dell’assunzione dell’appalto; il sovrastante, che sorvegliava il Partitario perché seguisse le prescrizioni.
Tornando all’ingegnere Orazio Gisolfo si rileva che esso è ben noto, mentre solo da documenti che lo riguardano si apprende che anche Gabriele Castiglione era ingegnere della R. Corte (v. Strazzullo (12) … quale ha servito la R. Corte in molte occorrenze per spatio di anni 30 in circa (Strazzullo (13)).
Il figlio di Orazio Gisolfo, Onofrio Antonio, è anch’egli legato all’Isola d’Ischia, non sembra per le torri, ma si apprende che:
[Strazzullo (14):…nel 1627…. Andò a Casamicciola per la perizia di un edificio costruito e di un altro da erigersi da parte del Monte della Misericordia…
Annotiamo anche, marginalmente al soggetto trattato che:
Strazzullo (15):…Nel 1567 la Camera della Sommaria…incaricava (L’ingegnere Vincenzo della Monica)…di “riconoscere” i Bagni d’Ischia… il documento di incarico è riportato sotto il titolo: Il viceré di Napoli ordina a Vincenzo della Monica di recarsi ad Ischia e di studiare ogni rimedio per rimettere in ordine quei bagni “de manera che ogni uno se ne possa comodamente servire”….
Particolari costruttivi
La lettura di Strazzullo consente anche di trovare alcune indicazioni su particolari costruttivi che sono solo occasionalmente considerati da chi parla di torri, e questa potrebbe essere comunque una chiave di indagine suscettibile di miglioramento conoscitivo; i particolari sono:
- le garitte poste sulla piazza della torre;
- le scale di accesso e ponti fissi o levatoi;
- porte, finestre e ferramenta relative.
Qui si riporta solo qualche elemento sulle garitte, non perché le altre voci non meritino una loro considerazione specifica, ma per un’attenzione particolare ad uno specifico elemento costruttivo, che oggi nell’Isola si riscontra ancora presente in due soli torri foriane, il Torrione e il Torone (per quest’ultima torre V. Appendice 4, fig. 1b, 7 a …c), entrambe cilindriche, a direttrice circolare, scarpate: le altre, o l’hanno perduto, o presentano modifiche diverse, venuta meno la funzione richiesta.
La funzione di queste strutture, da non confondersi con una fuoriuscita protetta di accesso alla piazza, è ben specificata nei brani seguenti:
Strazzullo (16): 5 luglio 1668….Costruzione della Torre marittima di Capo di Alice, a Cirò in Calabria…galitte sopra la piazza di arme con le gittatore…
…18 agosto 1670…Nella Torre di Santo Pietro a Crapolla, pertinenze dlla Città di Massa Lubrense si ha da fare….la garitta tonna di diametro palmi 4 ½ con due portellucci di legnami…
…14 giugno 1637…Perizia della Torre di avvistamento nell’Isola dei Galli al largo di Postano…nella detta torre, sopra le quali lamie si faranno li parapetti et garitte necessarie, dove si ha da fare la guardia dal torriero….
Interessante è il dato dimensionale: tenuto presente che 1 palmo napoletano = 0,2646 m, il diametro della garitta della Torre di San Pietro è di 1,19 m; notevole anche la menzione dei due portellucci di legnami.
La Torre di S. Pietro (17) costruita in località Crapolla, che sarebbe stata costruita dal viceré Duca d’Alcalà nel 1567 (18), è del tipo viceregnale a tre troniere, notevolmente simile a quella di Montevico, come si può rilevare anche dalla figura 6. Nelle immagini mostrate, nessuna traccia evidente della garitta, notevole anche per essere tonna.
La Torre di S. Pietro si trova all’imboccatura dell’insenatura di Crapolla, di fronte alla cappella del Santo; la Torre è indicata come l’ultima della serie di quelle della Università di Massa Lubrense
(sito: www.massalubrense.it/coste9.htm).
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