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1) Si ricorda che diversamente da quanto generalmente usato, l’arma è il proietto, ed il lanciatore è la bocca da fuoco.

2) Monti P. - Ischia, Archeologia e Storia, p. 562/63, Napoli, Tipolitografia F.lli. Porzio, (1980).

3) Il tema indicato dal TCI era: Forio: visita al centro storico sul percorso delle torri.

4) Per la cronaca, quel giorno il Torrione era chiuso, ed il Console del TCI, non era riuscito ad ottenerne le chiavi.

5) È detto vento la metà della differenza fra il calibro della bocca da fuoco – diametro interno dell’anima – e quello geometrico della palla, necessario perché il proietto non si blocchi nella canna.

 


"Buscar el levante por el ponente": palle di cannone

  Come si è visto, difficile è trovare elementi precisi sull’armamento delle Torri  isolane, e pertanto ho deciso di fare un tentativo aggirando l’ostacolo, alla…Cristoforo Colombo: partendo cioè da alcune palle di bocche da fuoco, ed attraverso il loro calibro tentare di individuare le caratteristiche del lanciatore (1).
È difatti noto che mentre la bocca da fuoco, il lanciatore, molto spesso non giunge sino a noi, di palle, le loro armi, esemplari in relativa abbondanza si ritrovano un po’ dappertutto: misurato il diametro, il calibro geometrico, ricavando il peso, si può tentare di risalire alle caratteristiche della bocca da fuoco; più difficile risulta il poterle pesare e ottenerne direttamente il calibro ponderale.

Una lettura ed un errato ricordo
Più d’una volta, in questa e nelle altre note, si è ricordato il brano di Don Pietro Monti (2)che parla di reperti rinvenuti sull’aia circostante la Torre di Montevico, che di seguito si riporta nuovamente:

Il carattere difensivo (della Torre) è stato ultimamente convalidato dal ritrovamento di alcune palle di pietra e di ferro, utilizzate nei mortai 95… 95 Lacco Ameno, “Scavi e Museo di S. Restituta “, vetr. n° 46….

In verità, io ricordavo che la vetrina n° 46 fosse all’Arbusto, e deciso a chiedere al Prof. Giovanni Castagna il permesso di visionare e misurare questi reperti, il giorno 5 aprile del 2004, nei festeggiamenti delle tre ricorrenze familiari, mi sono recato con Pia al Museo dell’Arbustoche, essendo lunedì, era chiuso; fortuna volle che il direttore fosse lì, al suo computer: gentilissimo come sempre, obbiettò che in quel Museo nella vetrina 46 vi erano solo cocci, sospetto che mi era venuto consultando in rete il suo sito.
Il Professore mi suggerì di cercare nel suomuseo, quello di Don Pietro per intenderci.

 

Al Museo di S. Restituta a Lacco Ameno
Il Museo della Santa era aperto, ma di palle di cannone neanche a parlarne: la numerazione delle vetrine, a detta della volontaria responsabile della reception, era stata cambiata già due volte, e comunque la vetrina 46 conteneva solo reperti molto più antichi, e di genere completamente diverso, di quelli che io cercavo.
Tornammo delusi all’uscita dove la volontaria, un’allegra e ciarliera Iacono, abitante, manco a farlo apposta, al Cierco, mi indirizzò ad una piccola area alla sinistra della scaletta che conduce agli scavi: lì accanto, ad un  paio di metri dalla balaustra della scala, poggiate sul nudo terreno, vi erano 2 palle di cannone, la maggiore di pietra, l’altra di ferro.Le ho fotografate e misurate, ricavando i seguenti valori approssimati:

palla di pietra: diam.  16 cm, circonferenza 50 cm;
palla di ferro: diam. 13,5 cm, circonferenza 43,5 cm.

Il prof. Di Lustro ed altre indicazioni
Al prof. Di Lustro, - incontrato all’ASNA e poi a Forio nel corso di una gita guidata del TCI, su un tema (3) che si potrebbe indicare come Forio, centro storico: Chiese e Torri -, avevo promesso quanto accertato sulla Cappella di Don Tommaso De Siano alla Pannella: in questa circostanza, ho discusso con lui anche di una prossima visita alla sede di Pizzofalcone, Sezione militare dell’ASNA, dell’indicazione di palle da parte di don Pietro Monti, e del ritrovamento di due di esse al Museo di S. Restituta: il professore mi ha allora comunicato che, in uno stipo, al Torrione, ve ne sarebbero alcuni esemplari, relativi all’armamento di quella torre.
Ecco dunque un nuovo obbiettivo per le poco soddisfacenti, almeno per ora, ricerche in questo settore (4).

 

Alcuni calcoli e riflessioni
Come già detto, ho fotografato e misurato, le palle conservate al Museo di S. Restituta a Lacco Ameno ricavando i valori approssimati:

- palla di pietra: diam. 16 cm, circonferenza 50 cm.
- palla di ferro:diam. 13,5 cm, circonferenza 43,5 cm.

   Esse sarebbero appartenute rispettivamente:

   Sull’aia della Torre di Montevico vi sarebbero dunque state bocche da fuoco da 50 e 30 libbre, con dotazione per le prime, anche se non esclusivamente, di palle di pietra: questi valori giustificherebbero il grosse artiglierie citato in passato.

   Un’altra visita per un’altra foto
   Nel comporre la figura 1 di questo Allegato ho notato che l’oggetto di tante attenzioni non si presentava sufficientemente bene: fatto salvo il valore documentario, ho pensato però che meritasse maggiore attenzione.
   Ho considerato che, visto la modesta attenzione che i reperti ricevevano presso il museo, non sicuro di una futura certa loro conservazione, fosse opportuno fare un’altra visita a S. Restituta.
   Così, il 20 maggio 2004, alle 9,30, ero all’ingresso del Museo che, nonostante l’orario di apertura indicato fosse proprio quello, era decisamente chiuso.
   Ho atteso un bel po’, dando alcune informazioni in merito al sito archeologico a due turisti, e, dopo un tentativo di avvicinarmi quanto più possibile al luogo ove era stata la Batteria delle Stufe d’Arena, sbarrato però via terra dagli alberghi e terme, tornato al Museo, probabilmente per il mio atteggiamento esplorativo, sono stato apostrofato da un’anziana signora che risultò essere la suocera  della signora Iacono, impossibilitata a venire: motivo del ritardo dell’apertura.
   Prospettato il problema, questa gentile signora, mi concesse di andare a riprendere l’oggetto del mio desiderio, senza pagare un nuovo ingresso: le due palle erano sempre là.
   La  migliore delle foto scattate è ora nel dettaglio della figura 1: non è gran che, ma meglio della precedente di sicuro.

   Conclusioni
   In attesa di poter effettuare analoghe misurazioni e fotografie delle palle custodite al Torrione, che consentirebbero di potere eseguire deduzioni dello stesso genere di quelle sulle armi custodite presso il Museo di S. Restituta, non resta che annotare che questo risulta essere finora il solo approccio concreto con l’armamento di bocche da fuoco del Dispositivo.
   Non resta che sperare in ulteriori progressi, in attesa che dai documenti dell’ASNA e dagli appunti del prof. Di Lustro venga fuori qualche contributo informativo, non generico.

   Forio, 23 maggio 2004

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