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1) Zalli C. – Dizionario piemonese, latino e francese, Carmagnola, Tip. di Pietro Barbiè, vol. II, 1830.

2) Orsini B. – Dizionario d'architettura e dizionario vitruviano, Perugia, Carlo Baduel e Figli, Tomo I.

3) Da Ferdinando Galiani e Al.- Vocabolario delle parole del dialetto napoletano...

 

Glossario di alcuni termini non usuali incontrati nel docucmento

  Vi sono nel consuntivo del Partitario Ignazio de Maso  o de Mase, dei termini che non sono familiari, anche se talvolta la loro scrittura può trarre in inganno, come nel caso dell’astraco, che se letto con tutto l’articolo determinativo, ed eliminando l’apostrofo, diventa un ben più intelligibile lastraco, dal quale il passaggio all’attuale lastrico è quasi ovvio: è uno dei tanti casi che si possono trovare come, per esempio  la Renella, antica località di villeggiatura fuori città di Napoli, che è oggi divenuto il popoloso quartiere dell’Arenella.
Anche la Relazione dell’ingegnere militare incaricato della visita preliminare, contiene termini che meritano una riflessione.
  Qui si raccolgono i principali di essi, anche se alcuni non sono ancora chiari, con la speranza di rinvenire, prima o poi, una esplicitazione soddisfacente.

   Astraco: lastrico. I pezzi di l’astraco del Partitario sono pezzi quasi certamente di pietra dura, utilizzati per farne gradini di scala, pavimentazione, soglie.

   Barbetta: La barbetta è una struttura difensiva di un cannone o di un pezzo di artiglieria, consistente in un parapetto o barriera oltre la quale si proietta la volata del cannone.
Il nome deriverebbe dal fatto che la canna del cannone sporgendo oltre il parapetto "facesse la barba" (bruciasse) l'erba sottostante. Rispetto ad una cannoniera (apertura di  dimensioni ridotte) la barbetta offre un miglior angolo di fuoco a spese di una minor protezione.

   Cantara: anche unità di misura, sta qui per vaso, destinazione a parte; Agostino di Lustro suggerisce  imboccatura svasata ad imbuto in una condotta.

   Caracò: sembra esser voce derivata dallo spagnolo, che equivarrebbe a chiocciola, lumaca; essendo in questo documento utilizzata per una scala interna al Torrione a pianta circolare, dovrebbe indicare una scala se non proprio a chiocciola, ad andamento circolare.
Si rifletta in proposito sulla somiglianza fra la pronunzia delle due parole dello stesso significato: la francese escargot, per lumaca, chiocciola, e quella spagnola caracò.

    Cataratta: al riguardo si sono trovate le seguenti indicazioni:
     Tombarel, trapola, specie di porta collocata sopra un’apertura orizzontale, al piano di terra, a livello del pavimento; per discendere in luoghi sotterranei, e dicesi pure d’ogni altra porta o chiusura simile; cataratta, botola, cataracta, trappe.Tombarèl, tramezzo ai banchi dei mercanti, asse che si ripiega con mastietti, e si rivolge una parte sopra l’altra onde chiudere o dar passaggio secondo il  bisogno …abattant de comptoir. Tombarèl, scannello, V. Tombö. (1)
    E nel  “Vocabolario domestico napoletano e toscano” di Basilio Puoti (1841):
    Cataratta e Catarattola…Apertura fatta per pigliar l’acqua, o mandarla via a sua posta, che si chiude e si apre con imposta di legno, e simili.

    Botola: quella baca d’onde talor si passa da un piano di casa ad un’altro [sic] e si copre poi con cataratta.(2)

    Chianca: dal latino planca, è tavola di legno; in francese planche;ad Ischia son dette chiancarelle le strette tavole di legno che su ordito di travi danno appoggio sia al lapillo battuto dei solai, sia ai massetti delle pavimentazioni interne.

    Cofanaturo: Cofenaturo, e ncofenaturo, Vaso grande di creta per uso di bucato. Dicesi anche del sedere, o sia il culo. Om. Lib. III . (3)
                         Ca si simme paricchie a sta partenza,
                         A mme cchiù mm’arde lo cofenaturo
   Da Basilio Puoti:
    Cofenaturo. Sust. Masch. Vaso di gran concavità, fatto di terracotta, che serve propriamente per fare il bucato. Conca del bucato.

   Cosciolo:  si trova altrove anche fabbrica semplice del cosciolo de’ scalini, che con quanto detto nella Relazione nicchia per il cofanaturo, e fattovi il cosciolo di fabbrica, porta alla sola considerazione che il cosciolo è in entrambi i casi fatto di fabbrica, il che  conduce a considerare l’ipotesi si tratti di un  rivestimento: per il cofanaturo  incassato nel muro, la tonaca dal lato esterno; per gli scalini, la muratura delle facce delle alzate.

    Fortelleza: voce di origine spagnola, che indica forza in genere (p.es. forza d’animo), ma anche fortificazione; nel documento presente sembra indicare robustezza di costruzione, utilizzata sempre per qualificare la costruzione delle porte.

    Garitta: garitta; in genere quella per l’osservanza de’ bastimenti.

    Garittone:  spesso usato per indicare il tambuccio di uscita sulla piazza, distinto da galitta o garitta.

    Grada: scala, scalinata. Si trova  la grada della Torre.

    Lamiozza: piccola lamia, probabilmente la copertura a cupoletta, di saetta talvolta ribassata, che copriva le garitte del soldato, o piccoli locali.

    Polverista: da quanto si legge nel già citato Vocabolario del Malaspina (Vol. 3  p.583) si tratta di locale atto alla fabbricazione, manipolazione, conservazione della polvere da sparo.

    Scannello: sinonimo di scannetto, scalino, forse proveniente dal latino scamillus (v. Scolari F., Palladio A. “Della vita e delle opere dell’architetto Vincenzo Scamozzi commentario” – Treviso, Tipografia Andreola, p. 178, (1837). V. anche: Malaspina C. – “Vocabolario parmigiano –italiano accresciuto di piu’ che cinquantamila voci”, Parma, Tipografia Carmignani, (1859) p. 48.
Sedile del comune: Sedile, Asse, del comodo, quella grossa tavola fermata al muro con apertura tonda nel mezzo, sulla quale uno si adagia per andare del corpo. Il sedile è di legno o di marmo bianco.
Nel citato Vocabolario del PuotiSedile, puosto de la botte.

    Staffi: staffe, imbracatura (Malaspina C. – “Vocabolario parmigiano –italiano accresciuto di più che cinquantamila voci”, Parma, Tipografia Carmignani, (1859) p. 49 e 197.

    Tufolo: Deriva dal latino tubuls; …Si dice però più particolarmente de’ condotti fatti di creta, e  principalmente di que’ che si adoprano nelle fabbriche per costruirsi i condotti dell’acqua, delle immondezze nell’interno delle mura…
    Tufolo, buco, condotto qualunque, acquedotto, V.[in napoletano] connutto, claramito.

    Trociola: derivato dal latino troclea, carrucola, o dal greco troclòs, in italiano, tròclea, carrucola, verricello. (È verricello ogni macchina di sollevamento o tensionamento ad asse orizzontale; quelle ad asse verticale sono dette argani).
     tròcena è voce foriana corrispondente a trociola (A. Di Lustro).

    Valere: ad esempio due valere di chianche
    Trovo solo in Franciosini L. –“Vocabolario Español Italiano”, Venezia, nella Stamperia Baglioni, (1796):
     Valera de suso, y valera de yuso, son vocaboli antichi, e significano l’istesso che De arriba, y de abaxo, e vale di sopra e di sotto che poco aiuta nella comprensione di quella che sembra essere una unità di misura.

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