Appendice VV
Torre di Sant'Angelo
1.4. TORRE di S.ANGELO.
Si esamini quanto dettaglia il Partitario De Mase o Di Mase, come conseguenza dell’indagine preliminare, nella sua Relazione consuntiva che si riporta di seguito, limitandola alle parti essenziali, senza entrare nel merito di un confronto fra preventivi e consuntivi, che, per quanto interessante, si lascia come detto a più provveduti ed esperti.
Si divida, come detto, l’esame nelle 10 parti già specificate, adottando le formattazioni specifiche per le varie parti dell’esame; al netto di ogni valutazione in danaro, essendo il presente esame limitato alle sole misure delle varie parti.
1. la scala esterna ed il ponte di legno.
Bisogna ripigliare però i muri della scala con fabbrica, metterci quindici scalini di pezzo d’astraco, ripigliandosi con fabbrica i pilastrini, ove poggiano i passamani, levare il ponte di legname, che esiste, essendo inutile, e rifarlo di nuovo di tavoloni di castagno sopra tre travi con suoi passamani
Fabbrica di pietre dolci fatta in rivestire le mura laterali della tesa della scala isolata, che ascenderà da torre, ciascuna di lunghezza palmi 40, di altezza p. 7 e di grossezza p 1 ½ ad una faccia, si deduce il vano della porta del piccolo basso posto sotto detta scala di p 3 per 7 computato colli squarci.
Tonaca fracassata fatta su dette due partite di fabbrica, e si deduce il vano di detta porta di p. 2 ½ per 7.
Grada di pezzi d’astraco del Partitario lavorati, e posti in opera con loro scannelli di fabbrica fatto n° 20, ciascuno di p. 6
Si sono tonacati li fronti di da scala, intonacati anche li fronti delle pettorali di detta scala, e rappezzate le medesime dalla parte di dentro con fabbrica e rappezzati le restanti grada, Fabbrica fatta sotto li correnti del Ponte di legno nuovamente fatto, una partita nella fine di detta scala, e l’altra sotto la Porta dell’Ingresso, ciascuna altezza p. 8 di larghezza p. 4 ½, e di grossezza p. 3, e più in fine di dette pettorali per reggere lo passamani di legno si sono fatti due staffi di fabbrica ciascuno di p. 3 per 4 grossezza once 1.
Tavolato di tavole di castagno à grossezza con suoi correnti di travi sotto il ponte di legno fra detta scala, e torre suddetta di p. 11 ½ per 8 Passamani di legno di castagno à grossezza congiunti ogni uno in due…lavorati, e due impiedi di lunghezza …
Scala: l’andamento delle curve di livello, isoipse, attuali nei pressi della cima del promontorio di S. Angelo mostra che era possibile realizzare, nel lato di nord ovest della torre, una scala diritta della lunghezza indicata (10,55 m della parte fissa, da aumentare di quella del ponte di legno, da 3,20 a 2,10 m, a seconda della disposizione delle tavole, - con preferenza per la prima -: la lunghezza complessiva assommerebbe così 13,75 … 12,65 m); a favore di una soluzione di questo tipo sta il fatto che si parla di due staffi di fabbrica [posti] in fine di dette pettorali per reggere lo passamani di legno, mentre la soluzione a baionetta ne richiederebbe almeno un altro, non essendo sufficienti allo scopo solo due impiedi; da considerare la possibilità che il piccolo basso fosse davvero sotto la tesa di scala, e non in prosecuzione di essa come nella soluzione a baionetta, ad esempio come quella della Torre di S. Anna.
La rampa fissa era lunga 10,55 m (40 palmi); alta 1,84 m (7 palmi), con le due spalle spesse 0,39 m (1,5 palmi) con almeno 20 scalini, di 1,58 m di larghezza (6 palmi), visto che la frase [si sono] rappezzati le restanti grada, lascia intendere che ve ne fossero altri.
Qualche perplessità si rileva in merito alle altezze indicate per la rampa, fra i 7 e gli 8 palmi (1,84 e 2,10 m): se si confrontano queste misure col numero dei 20 scalini della tesa fissa della scala, ciò limiterebbe l’alzata degli scalini a circa 9-10 cm mentre la pedata sarebbe di 0,53 m (2 p = 40/20 p), con riserva sugli altri scalini, la cui presenza ridurrebbe entrambe le misure.
Sembrerebbe, dal confronto fra quanto alla visita preliminare ed il consuntivo del Partitario, che anche la scala avesse dei passamani, ma che nel ripristino si siano realizzate delle pettorali di muratura.
Gli schizzi mostrano la soluzione di scala diritta.
Ponte di legno: poggiato alle due estremità, di altezza dal piano di riferimento 2,10 m (8 palmi); la sola altra dimensione del tavolato è di 3,20 m (11,5 p e 8 once); difficile è interpretare il lavoro di fabbrica di dimensioni 1,18x0,79 m (4,5 px3 p);
Staffi di fabbrica: staffi sta per staffe, imbracatura, e quindi anche appoggio, e qui con ogni probabilità i pilastrini, ove poggiano i passamani, che però nel preventivo si dovevano solo ripigliare e non fare, comunque essi sono di dimensioni 0,80 x 0,26 x 0,26 m (3 x 1 x 1 p).
Passamani: il branoPassamani di legno di castagno à grossezza congiunti ogni uno in due…lavorati, e due impiedi di lunghezza, non è per me un modello di chiarezza, salvo forse ad intendere che essi non coprissero che la metà della lunghezza richiesta, cioè circa 1,60 m, con interposizione dell’impiedi.
2. il locale di ingresso
Ripigliare a tavole, e chiodi la serranda principale, e ponerle mascatura e chiave nuova; a man dritta di detta entrata principale esiste un vano di Porta con serranda in pessimo stato, perché è preciso farla nuova di legno di castagno con barre di dietro, mascatura e chiave nuova, donde si passa in una piccola garitta, ove ripigliare con fabbrica il vano di ingresso e farvi l’oscuro di legname con suo licchetto di ferro
Si è accomodata la Porta di legname, che dà ingresso alla detta Torre, con averci fatto dalla parte d’innanzi una fascia nuova di legno di castagno di p. 1 3/4, per 3 ½ ed inchiodata, con anche rinforzate con chiodi tutte l’altre fasce, e riquagliata e tonacatela
Fabbrica per detto fodero fatta sopra le 4 mura di detta stanza à gross. di ¼ di p. la stesa di p. 88 dedotti i vani, e d’altri comp. p.8, e più altra partita nella grossezza del muro…entrando dov’è il vano delle finestre di p. 7 per 10
Tonaca fracassata sopra dette mura.
Porta - Si stima che la porta abbia una larghezza di circa 0,92 m, grosso modo quella della fascia di rinforzo (3 ½).
Finestre - Vi doveva essere una sola finestra, alla quale era necessario farvi l’oscuro di legname con suo licchetto di ferro, legata ad una partita di misura di 1,84 x 2,6 m (7 x 10 palmi); questa partita per “fodera” ed “in testa” potrebbe indicare un’apertura posta sopra la porta, come la piccola triangolare che si trovava in tale posizione nella vicina Torre di Montevico, anche se qui le dimensioni e la posizione, in una con la vicina piccola garitta non contribuiscono a chiarirsi immediatamente le idee. (V. seguito).
Se si accetta la misura di 0,79 m per lo spessore del muro lato esterno della piccola garitta, considerando i due squarci, resterebbero 2,60 – (2. 0,79) = 1,02 m; l’altezza sarebbe di (1,84 – 0,79) = 1,05 m, tenuto conto del solo squarcio di testa, per la presenza di una soglia sul davanzale: ne risulterebbe una finestra praticamente quadrata di circa 1 m x 1 m.
Fodera un rivestimento di spessore di soli 6,6 cm (0,25 palmi), che si stende per 23,2 m netti (88 palmi).
Si cercherà di confrontare questa dimensione con quella ricavabile per il perimetro esterno delle mura, e cercando di tener conto di un locale separato interno, e della scala che mena alla piazza.
Si ottiene per i perimetri esterno (P) ed interno (p) delle mura, - con riserva sul valore per l’interno, data l’incertezza sulla configurazione del locale d’ingresso e sulle dimensioni dell’apertura limitato a circa 2 m di larghezza, come sopra annotato; mentre non mi è chiara l’aggiunta di altri 8 p (2,10 m) -:
P = (15,5)x3 + 15,56 = 62,01 m
p = 23,2 + 2 + 2,1 = 27,3 m da questi si ottiene una misura orientativa dello spessore medio dei muri, qualora non vi fossero altri elementi, mediante la:
(P - p) / 8 che fornisce (essendo s lo spessore costante della muratura):
s = 4,3 m valore che si stima eccessivo, onde è necessario cercare altri elementi chiarificativi.
Per quanto si tratti di misure orientative, dato lo stato di precarietà dei ruderi, uno spessore di circa 2,9 m al livello interno di calpestio attuale (1) può esser assunto; ed uno di 3,90 m al piede può ritenersi possibile, il che porterebbe ad un perimetro interno approssimato di:
p = P – 8s = 62,01 – 31,2 ≅ 31 m (117,6 p) e quindi li = 31/4 = 7,75 m;
la misura ottenuta di 117,6 p differisce dagli 88 + 8 = 96 p della partita di intonaco per le mura interna della torre, per una differenza di:
117,6 – 3,5 - 96 = 18,1p (4,8 m) avendo dedotto una striscia di larghezza pari a quella della porta di 3,5 p.
che dovrebbero tener conto della scala che mena alla piazza, alla sinistra dell’ingresso, e del locale alla sua destra, forse destinato alla sorveglianza dell’ingresso.
Il brano una piccola garitta, ove ripigliare con fabbrica il vano di ingresso e farvi l’oscuro di legname con suo licchetto di ferro porterebbe la finestra a corredo di questo locale.
In merito alle dimensioni del locale ingresso si deve anche ricordare che la misura presa della distanza esterno - esterno dei muri, al livello dell’attuale piano di calpestio interno, è di circa 13,30 m, in buon accordo con i 13,5 m della pianta dell’aerofotogrammetria; detratti da questa dimensione i 2 x 2,9 = 5,8 m degli spessori dei muri a questo livello, si perviene a 7,7 m per il lato interno, con un perimetro di:
p = 4 x 7,7 = 30,8 m (116,8 p) in buon accordo con la misura ricavata precedentemente.
Salvo diverso apprezzamento si giunge a questo punto dell’indagine alle seguenti misure:
- dimensioni esterne, al piede del corpo della torre: 15,5 x15,5 m;
- dimensioni locale ingresso in pianta: 7,75 x 7,75 m;
- spessore mura al piede: 3,9 m;
- spessore mura a quota 7,11 m: 2,9 m;
- dimensione sommitale della scarpa, in pianta: 13,5x13,5 m;
- altezza torre fino alla base del coronamento: 7,11 m;
- angolo scarpa: γ = (3,9 - 2,9)/7,11 = 8°: valore rilevante e piuttosto inusuale, che si [annota con riserva di ulteriori verifiche;
- stanzetta a destra dell’ingresso: 2, 2 x2,2 m (interno; V. seguito).
Porta a man dritta
Come si vede il Partitario non fa alcun cenno alla porta che si trovava a man dritta dell’ingresso, che quindi non è stata ripristinata; nessun cenno anche del locale al quale essa dava accesso ed alla piccola garitta, per la quale resta l’ipotesi di una guardiola di sorveglianza, con finestra che si aprirebbe a destra della porta di ingresso.
Dato il forte spessore delle mura al livello della finestra, si deve ipotizzare che la piccola garitta fosse realizzata nello spessore del muro, che lasciando alle pareti uno spessore minimo di 0,52 m (2 p), ed uno massimo, lato esterno di 0,79 m (3 p), un locale quadrato avrebbe lato di di [3,53 – 0,52 – 0,79] = 2,22 m (poco meno di 8 ½ p ); resta la differenza di 4,8 m fra le misure del locale ingresso e le partite di fodera e tonaca del consuntivo.
3. La scala che mena alla piazza
A sinistra di detta entrata principale agisce la scala di fabbrica che mena sul piano scoperto di detta torre, nella quale bisogna tre scalini di pezzi d’astraco, ed insavorrare la lamia;
Nella scala che ascende all’astrico à Cielo, si son fatti 6 gradini di pezzi d’astraco del Partitario, lavorati e posti in opera, con loro scannelli di Fabbrica fatto, ciascuno p. 3, e rappezzate con fabbrica le mura di detta scala
Porta di legno di castagno liscia anteriormente e barra di esso fatta in detto vano che dal’uscita all’astrico à cielo di p. 3 per 6 ½
In detta Porta si è fatto la mascatura nuova di un pezzo con sua chiave, e postola in opera, e quagliata la Porta suddetta
Il piano d’ingresso appare essere l’unico della Torre, poiché la scala cha in esso inizia porta direttamente alla piazza, e non ad un ulteriore livello intermedio.
Si ipotizza che la scala sia a due tese, che si svolgono lungo la parete di sinistra, fuoriuscendo sulla piazza in corrispondenza dello spigoloorientale, con una larghezza di 0,79 m (3 palmi) in un tambuccio con porta di 0,8 x 1,7 m (3 x 6,5 palmi); il fatto che si parli di insavorarre la lamia in relazione alla scala, potrebbe far pensare ad una scala nello spessore del muro, ed i 6 gradini a quelli della prima tesa di essa che sporge nel locale di ingresso, a meno che non si tratti di rappezzi nella volta in corrispondenza dell’uscita sulla piazza.
Si rifletta ancora sul fatto che una ipotesi di seconda tesa nello spessore del muro, con una parete lato interno di 1 palmo (0,26 m), porterebbe ad una larghezza a livello sommitale fra esterno ed esterno della parete della scala pari a:
2,90 + 7,7 + 0,26 = 10,86 m
che risulta molto prossima ai 10,5 m delle aerofotogrammetrie che presentano pianta rettangolare; ciò consentirebbe anche di spiegare come la traccia di muro del lato di SE sia di spessore inferiore a quello degli altri blocchi a quel livello, anche se superiore a 0,26 m.
È questa una conclusione sulla quale riflettere, anche se la dimensione maggiore che oggi si apprezza, i 13,5 m, è nella direzione SO-NE, e la minore in quella NO-SE, cioè a 90° rispetto a quella delle precedenti osservazioni.
4 . La piazza
Della piazza, oltre che per quanto concerne gli elementi della difesa piombante, caditoie, mantelletti, merloni, e del tambuccio di uscita su di essa, e della garitta de’ bastimenti, non vi è altro.
La descrizione degli elementi costituenti la difesa piombante e quella di artiglieria è fatta in modo forse incompleto, riferendosi sempre a sole 12 caditoie, forse a 12 mantelletti, dei quali 7 fatti nuovi, non essendovi certezza sul numero degli altri, in quanto non è detto che i lavori di riparazione e ripristino fossero estesi a tutti gli elementi di una categoria; non si accenna inoltre ad aperture per i cannoni, ma vagamente ad una batteria.
Si considerino preliminarmente le seguenti ipotesi:
- caditoie ed aperture con mantelletti distinte, ogni gruppo su 12 elementi; almeno una cannoniera per lato;
- 12 aperture multifunzione, anche se non necessariamente simultanea: cioè ogni apertura potrebbe essere utilizzata come caditoia protetta da mantelletto abbassato, o come cannoniera con mantelletto alzato, come avveniva a bordo di una nave; nel caso che si fosse voluto operare con armi portatili, con protezione del mantelletto parzialmente sollevato, il vano della caditoia avrebbe dovuto essere coperto con apposito pagliolato, come avveniva nei periodi di inattività bellica: occorre tener presente che nessun cenno è fatto che aiuti ad ipotizzare una simile chiusura, che richiede delle scasse a pavimento, per essere a paro del piano di calpestio, e spallata per contrastarne gli scorrimenti.
- 1a ipotesi: difficile è lavorare su una supposta simmetria che veda elementi di numero dispari non sovrapporsi: il porre 12 mantelletti e 12 caditoie in posizioni sempre distinte in condizioni di simmetria, non è facile; si considerino inoltre i tre ulteriori elementi: camino, tambuccio di uscita sulla piazza e garitta del soldato, che si aggiungono a turbare una ipotizzata distribuzione.
Un criterio di collocazione di questi ultimi potrebbe essere quello di privilegiare il lato sudovest, che guarda verso il mare aperto e nordovest, lato di ingresso, guardando quello nordest verso l’interno, e quello sudest dal lato di minore minaccia ravvicinata, essendo il più lontano dalle vie di accesso.
L’ipotesi conseguente potrebbe essere la seguente:
Elemento |
Lato sudovest |
Lato nordovest |
Lato nordest |
Lato sudest |
Totali |
mantelletto |
4 |
4 |
2 |
2 |
12 |
caditoia |
4 |
4 |
2 |
2 |
12 |
merlo cieco |
2 (6) |
2 (6) |
2 (4) |
2 (4) |
8 (20) |
cannone |
1 |
1 |
1 |
1 |
4 |
Le disposizioni sarebbero le seguenti, con:
m = mantelletto
cd = caditoia
M = merlone cieco
a = cannone
lati sudovest e nordovest: m – cd – m – cd - a – cd – m – cd – m
lati nordest e sudest: m – cd - a – cd – m
con merloni interposti (v. Fig. A 3); resta da vedere come questa ipotesi distributiva si accordi con gli accomodi del Partitario, che opera sulla base delle seguenti indicazioni pervenutegli dalla ispezione dell’ingegnere militare:
A sinistra di detta entrata principale agisce la scala di fabbrica che mena sul piano scoperto di detta torre, nella quale bisogna tre scalini di pezzi d’astraco, ed insavorrare la lamia; nella garitta d’osservazione de’Bastimenti è preciso coprire le mura con tonica fracassata; accomodare l’oscuro dei finestrini con ponerci il lucchetto di ferro nuovo; rinforzare la serranda, che sporge nel detto piano scoperto, ov’è necessario accomodare la cantarella dell’acque piovane; rifare alcuni merloni di fabbrica e ripigliare le cannoniere ed accomodare il….
Si è già detto della porta di uscita sulla piazza.
Preso atto che vi era questa cantara - cantarella per l’acqua piovana, quagliata sul posto, e notando che stranamente non si parli di una cisterna per la raccolta della stessa, si passa ad annotare che vi è una:
canna fumaria che, stimandola di pianta quadrata, risulterebbe di 0,72x0,72 m (11 palmi di giro), alta 1,58 m (6 palmi), con pareti di spessore 20 cm (0,75 palmi), con cappa a due spioventi.
piazza
Fabbrica della fodera fatta dalla parte di dentro delle 4 mura di do astico, dove sta situata la batteria, distesa, dedotti i vani delle gittatore p. 252, di giro p. 13, e di grossezza ½ p
Tonaca fracassata fatta sopra detta fodera…
Si noti che il perimetro esterno del corpo della torre, al piede, risulta di 62,06 m (V. seguito), mentre quello interno della piazza sarebbe di 66,4 m (252 palmi), tenuto conto delle caditoie, che hanno un perimetro di 3,4 m (13 palmi).
Questi elementi da soli non consentono di farsi una chiara idea della situazione: se ne rimanda una possibile definizione dopo che si discuteranno gli altri elementi del coronamento.
Cannoniere salvo a prendere atto che sull’astico… sta situata la batteria non mi pare che se ne parli altrove, anche se era stato previsto di ripigliare le cannoniere.
5. Il coronamento
rifare alcuni merloni di fabbrica e ripigliare le cannoniere ed accomodare il….
Fabbrica fatta nelli n° 7 mantelletti nuovi di dette gittatore ciascuno di p. 3 per 3 ¼ , grossezza p. 1…per detti della grossezza meno…
Tonaca di sopra detti simile misura,
Arcotravi di mezzani di castagno posti a detti n° 7 mantelletti, mentre all’altri vi stà l’arco di fabbrica, ciascuno p. 5 per 1,
Fabbrica della fodera fatta alle 24 facce laterali di dette n. 12 gittate [caditoie?] ciascuna di p. 3 per 4 comp. (?), e di grossezza ½ p, e più nelle n° 12 cave (?) avanti dette gittate ciascuna di giro 5 ¾ e di altezza p. 3, grossezza …., e di n° 5 mantelletti, ciascuno di p. 3 per 3 ¼…. grossezza simile di ½ p.,
Tonaca fracassata fatta sopra detta fodera, simile misura e più altra tonaca fatta dalla parte di fuori delli merloni, nelli due lati di Ponente, e Tramontana, distesa uniti p. 117 ½, e di altezza completa 6
Per entrare nell’esame delle singole parti, si sottolinea che le dimensioni dei vari elementi si trovano nella descrizione di tre distinte partite:
1) - Fabbrica della fodera fatta dalla parte di dentro delle 4 mura di do astico, dove sta situata la batteria, distesa, dedotti i vani delle gittatore p. 252, di giro p. 13, e di grossezza ½ p
2) - Fabbrica della fodera fatta alle 24 facce laterali di dette n. 12 gittate ciascuna di p. 3 per 4 comp. (?), e di grossezza ½ p,
3) - e più nelle n° 12 cave (?) avanti dette gittate ciascuna di giro 5 ¾ e di altezza p. 3, grossezza …
da queste partite si ricavano le seguenti voci distinte e relative dimensioni:
- misura distesa interna o di dentro delle 4 mura a livello della piazza: 66,45 m (252 p);
- vano delle gittatore: giro di 3,43 m (13 p):
- faccia laterale di ciascuna delle 24 facce delle 12 gittate: 0,79 x 1,05 m (3 x 4 p);
- cava avanti dette gittate: ciascuna di giro di 1,52 m (5 ¾ p) e di altezza 0,79 m (3p);
a queste condizioni si deve aggiungere che la piazza avrebbe, secondo rilievi moderni, dimensioni di 13,5 x 13,5 m, corrispondenti ad un perimetro di soli 13,5 x 4 = 54 m;
suddividendo la differenza fra le due misure perimetrali:
66,45 – 54,0 = 12,45 m
nelle 12 caditoie, a ciascuna di esse ne competerebbero 1,04 m.
Si noti che il Partitario parla di gittatore- gittate sia quando ciò riguarda i mantelletti, sia quando si tratta delle caditoie.
Allo stato pare di poter concludere che il distesa di 252 p (66,4 m) debba confrontarsi con la somma seguente:
(13,5 x 4) + 12 (1,85) – 12 (1,25) + 24 x 0,06 = 56 + 12 x 0,6 + 1,44 = 56 + 7,2 + 1,44 = 64,66 m
risultato abbastanza in accordo.
Caditoie in base a quanto sopra si stima che il coronamento comprendesse 12 caditoie, e dodici aperture con mantelletti di legno di protezione, dei quali 7 fatti nuovi, con architravi di legno, e cinque con architravi di muratura, in aperture che potrebbero anche essere sprovviste di chiusure.
La dimensione in pianta assunta per le caditoie deve desumersi dal ciascuna di giro 5 ¾ e di altezza p. 3 cioè 1,51 m di giro (5 ¾ palmi) e altezza 0,79 m (3 palmi), con 1,51 m da distribuirsi sui tre lati esterni.
La parte inferiore, il parapetto sotto il mantelletto, può calcolarsi con riferimento all’altezza dei merloni di 1,58 m, deducendo quella del mantelletto di 0,79 m, il che porta a 0,79 m l’altezza di questo parapetto.
Mantelletti di dimensioni, altezza per larghezza, di 0,79 x 0,99 m (3 x 3 ¾ palmi) da confrontarsi con quanto risulta dal lavoro di fabbrica di 3 per 3 ¼ p ; 7 con architravi di legno di lunghezza 1,34 x 0,26 m (5 x1 palmi), e cinque con arco di muratura; ne consegue che, essendo l’intermerlo (0,80 m) inferiore alla larghezza del mantelletto di 0,095 x 2 = 0,19 m,lalunghezza dell’architrave, per consentire l’incastro in opportune scasse laterali, o l’alloggiamento nei ferri, utilizza il tratto di estremità di 0,175 m risultante da [(lunghezza architrave - larghezza intermerlo)/2], cioè [(1,34- 0,80)/2] = 0,27 m.
Lo spallamento laterale del mantelletto è risultato come visto di 0,095 m.
Merloni si hanno dati per le sole facciate di ponente e tramontana, sul lato esterno, per l’intonaco su un fronte di complessivi 31 m (p. 117 ½), con altezza di 1,58 m (6 palmi), che deve intendersi distesa sulle facce esterne, essendo 3 le aperture per ciascun lato della Torre, (3 caditoie/cannoniere) e 4 i merloni; il 31 m di estensione, somma delle misure interne 15,5 m dei lati di ponente e tramontana della piazza; posto che caditoie e cannoniere abbiano la larghezza comune di 0,876 m, si perviene a quella dei merloni , x, come segue;
4 x = [(31 m/2) – 3.0,87] ® x = 3,47 m che appare eccessiva.
altra indicazione si trae da:
altra tonaca fatta dalla parte di fuori delli merloni, nelli due lati di Ponente, e Tramontana, distesa uniti p. 117 ½, e di altezza comp…(?) 6
essendo 4 + 4 i merloni su questi due lati, ognuno di essi si estenderebbe per 117 ½ /8 = 3,87 m il che si accorda abbastanza bene con i 3,47 m ricavati precedentemente; l’altezza è 1,58 m (6 palmi).
6. La garitta
nella garitta d’osservazione de’Bastimenti è preciso coprire le mura con tonica fracassata; accomodare l’oscuro dei finestrini con ponerci il lucchetto di ferro nuovo;
Fabbrica della fodera fatta nelle 4 mura dalla parte di dentro del Garittone ?), che precede l’astrico à cielo distesa p. 28 d’altezza p. 8 ½, e di grossezza p. ½, si deduce il vano della Porta di p. 3 per 5 ½, ed il vano della scala di p. 3 per 7
Tonaca fracassata fatta sopra da fodera, distesa e di altezza simile; non si deduce il vano della Porta, per la tonica fatta nelli squarci, e.., ma solo sotto della grada di misura simile
Si ritiene che questo garittone, sia però il tambuccio di uscita sulla piazza, che ritenuto di pianta quadrata in pianta, avrebbe un perimetro interno di 7,38 m (28 palmi) con un’altezza di 2,24 m (8,5 palmi), quindi con lato interno di 1,85 m (7 palmi); stimando in 0,26 m lo spessore dei muri, le dimensioni esterne di questa uscita sarebbero di circa 2,40 x 2,40 m.
La porta di uscita sulla piazza era di 0,79 x 1,45 m (3 per 5 ½ p) un po’ bassa; il vano scala di 0,79 x 1,85 m (3 x7 p).
Alla garitta, visto che il garittone/tambuccio occupa lo spigolo orientale, resta una posizione sul lato di sudovest, probabilmente allo spigolo sud, per assicurare una buona visibilità.
Con qualche elemento di dubbio.
7. Le mura esterne e la pianta dell’edificio
Nelle mura esteriori di detta Torre è indispensabile rifare molte porzioni di fabbrica, altra foderarla, ed altra insavorrare e ricoprire esteriormente le mura con tonica fracassata pella maggior conservazione della medesima;
Fabbrica in rivestire le mura esteriori della Torre suddetta, cioè di tre lati a tramontana, levante e mezzogiorno, ciascuno di lunghezza di 58 ¾ con…, e di altezza p. 20 e di grossezza p. 1 ¼ …ad una faccia, e più nel 4° lato dell’ingresso di lunghezza di p. 59, di altezza p. 7, e di grossezza simile, e più altra partita nel lato di levante di p. 24 per 6, grossezza p. 1 ¼, …ad una faccia Tonaca fracassata fatta sopra detta fodera…
Dimensioni delle pareti esterne della Torre, foderate con pietre spesse 0,33 m (1,25 palmi):
lato settentrionale, orientale, meridionale: lunghezza 15,5 m (58,75 palmi), altezza 5,27 m (20 palmi);
lato dell’ingresso: il rivestimento di questa facciata è diviso in due parti:
la prima di 15,56 m (59 palmi) e con altezza di soli 1,84 m (7 palmi), che sembra corrispondere ad una fascia alta come la tesa della scala fissa;
la seconda di 6,33 m (24 p), alta 1,58 m (6 p), dello stesso spessore di 0,33 m (1,25 p) della prima;
La mancanza di un intervento per le altre parti della facciata lato ingresso, si deve forse al migliore stato di conservazione per questa facciata principale.
L’altezza totale del corpo dell’edificio risulterebbe così di soli (1,84…2,10) + 5,27 m = 7,11…7,37 m.
Queste differenze di altezza sono probabilmente da collegare alle quote locali, che vedono oggi il lato di sudovest legato alla quota di 103,23 e gli altri a quella di 104, 8 che si ottiene a sudest: la differenza di quota 104,58 -103,23 = 1,35 m odierna potrebbe spiegare la partita connessa alla striscia di altezza di 1,84 m di cui al consuntivo per il lato di ingresso.
La geometria rilevata dal Partitario evidenzia una pianta quadrata, di lato di circa 15,5 m, che contrasta con quanto oggi si apprezza ed indicato anche in rilievi aerofotogrammetrici ed immagini satellitari; al fine di cercare di approfondire la causa di queste differenze si raccolgono i valori seguenti:
FONTE |
Dim. Trasversale |
Dim. longitudinale |
b/a |
NOTE ¨ |
AFG [42] |
9,9 |
12,5 |
1,26 |
|
AFG S. [117] |
13,5 * |
13,5 |
1,00 |
* massima |
AFG S. [117] |
9,0** |
13,5 |
1,50 |
** corpo principale |
Aerof. [47] |
a’* |
b’ |
1,07 |
* massima |
Aerof. [47] |
a’** |
b’ |
1,4 |
** corpo principale |
AFG [24] |
a’ |
b’ |
1,30 |
|
Rilievo [31/05/08] |
13,30 |
--- |
--- |
|
Legenda
La geometria indicata in questa colonna è quella della pianta o parte di questa alla quale si riferiscono le misure.
Si distinguono i due casi: dimensione massima per conformazione a T, solo misura trasversale;
Corpo principale, sia nel caso precedente (con ala della T), sia di corpo unico.
- geometria a T : b/a » 1;
- solo corpo principale, per geometria a T; corpo unico: 1,26 £ b/a £ 1,50, con valor medio pari a 1,365, cioè l’eccedenza trasversale, taglio della T, è circa il 36 % del lato del quadrato circoscritto, cioè:
0,36 . 13,5 = 4,86 m, in buon accordo col valore di 4,5 m trovato in [117].
Non sembrando vi siano elementi di dubbio nelle misure fornite dal Partitario, quanto oggi si osserva pone dei problemi di interpretazione; si prospetta la seguente ipotesi:
- la geometria a T è solo apparente, come conseguenza del fatto che la parete di SE è completamente crollata, mettendo allo scoperto un locale, prima interno, dallo stesso lato, l’attuale taglio della T;
- il piccolo locale prima detto potrebbe essere stato la polveriera della torre, il che giustificherebbe il completo sventramento da quel lato: si osserva che i blocchi residui di maggiori dimensioni si trovano verso il lato opposto, sia trasversalmente sia longitudinalmente; altra ipotesi è quella che si tratterebbe di una cucinetta con forno, il che porrebbe in corrispondenza la canna fumaria.
Secondo la geometria rilevata in [117] il locale che costituisce la T è compreso in un’area di 4,5 x 4,5 m, spessore dei muri compresa.
In merito al lato di ingresso della torre, si deve sottolineare una sostanziale differenza fra quanto sinora noto e quanto ne dice la relazione del Partitario: tutte le interpretazioni fatte sinora, anche sull’aspetto esterno, poggiano sull’affermazione fatta in [56] che esso sia quello settentrionale, mentre il 4° lato dell’ingresso, per esclusione rispetto a quelli espressamente indicati dei tre lati a tramontana, levante e mezzogiorno, è quello occidentale, alla sinistra di quello dal quale oggi si entra nel rudere.
Questa osservazione, porta a considerare tutti i blocchi di ruderi dal lato settentrionale eccedenti il corpo della torre come parti crollate e non residui di costruzioni esterne all’edificio, come il piccolo basso che è, come quanto rimane forse della scala, nelle macerie accumulate all’esterno del lato occidentale nel quale si era ipotizzata la presenza di qualcosa.
8. I locali sottostanti la scala e sotterranei
Nella visita dell’ingegnere militare, non sono menzionati questi locali, mentre nel consuntivo si legge:
il vano della porta del piccolo basso posto sotto detta scala di p 3 per 7 computato colli squarci,
Tonaca fatta nelle 4 mura di detto piccolo basso di giro palmi 50, e di altezza (?) …p 7…il vano suddetto…la tonica fatta negli squarci
---la Porta che cala alla stanza terranea della suddetta Torre, si è tompagnata un buco di p. 4…6, grossezza 1 ½ ad una lamia (?)…Porta di legno di castagno liscia avanti, e barre dietro porta in detto vano di p. 4 per 8
Piccolo basso: partendo dalle dimensioni dell’intonaco, ritenuto l’esterno, che sviluppa 13,20 m (50 p), ipotizzando una pianta quadrata per il piccolo locale, esso risulterebbe in pianta di 3,3x3,3 m alto internamente 1,84 m (7 p), con una porta, squarci compresi, di 0,8 x 1,84 m, (3 x 7 palmi): stimando uno spessore delle pareti di almeno una fila di pietre di 0,260 m (1 p), la larghezza utile della porta sarebbe stata di 0,8 – (0,13x2) = 0,54 m.
Porta che cala alla stanza terranea: 1,05 x 2,10 m (4 x 8 palmi).
Di questa stanza non si sa altro, a meno che non si intenda per il collegamento piazza - locale di ingresso, con il terranea per locale a pian terreno, anche se le dimensioni della porta non sono quelle trovate per il garittone.
9. Accessori: focolare, camino, locale di decenza
Focolare
accomodare il focolare con pezzi d’astraco, e rifarsi i suoi poggiali
Attorno il focolare si sono fatte le spalliere di fabbrica di…unite p. 10 di alt. p. 4 e di grossezza ¾ di p., e tonacatole, con loro poggi di fabbrica aventi per larghezza….con pezzi di astraco sopra di p. 5 ¼
Locale di decenza
Fabbrica della fodera fatta dalla parte di fuori di detto camerino, e laterali della cataratta, il camerino di stesa 36 p di altezza p. 8 ½ e di grossezza ½ p. e di laterali della cataratta, ciascuno di p. 12 per 4 di figura triangolare
Tonaca fracassata sopra detta fodera simile misura
L’ipotesi che il camerino sia un locale di decenza è una proposta, ma si deve tener conto che quanto lo riguarda segue immediatamente ciò che è detto per il garittone; le pareti di figura triangolare associati ad una discesa, o cataratta, distinguendo il camerino dalla cataratta, suscitano non poche perplessità e farebbero pensare al tambuccio di fuoriuscita sulla piazza.
Comunque le misure che sono fornite sono:
altezza: 2,24 m (8,5 palmi);
misura lorda delle pareti esterne: 9,5m (36 p);
pareti della cataratta: 3,16 x 1,05 m (12 x 4p).
10. Varie
Nulla nella Relazione e nel consuntivo del Partitario.
1.4.1. I mantelletti.
È la prima volta che nelle costruzioni isolane si incontra questo particolare costruttivo, ma dato lo stato in cui sono giunte fino a noi le loro merlature, non è improbabile che ce ne fossero stati altri esempi.
Certo è che almeno per le quattro torri di cui parla questo documento, questa di S. ANGELO fosse l’unica a presentarne.
Il sito www.icastelli.org (per il glossario illustrato ed immagini varie - ultima consultazione 18/04/08) presenta alcuni esempi di questo elemento difensivo, chiamato anche mantelletta o ventiera,che potremmo inquadrare in quelli che realizzano la scomparsa del bersaglio (3) [36] (v. fig. SA1).
Dal sito www.comune.serravallesesia.vc.it si ricavano le seguenti interessanti nomenclature (2):
I merli e gli intermerli:Lo spazio che separa un merlo dall'altro si chiama intermerlo e da esso i difensori tiravano di balestra e di arco o gettavano pietre. L'intermerlo in tempo di pace era generalmente lasciato sgombro di ogni chiusura, e si guerniva solo in tempo di guerra con un tavolato di assi disposti verticalmente e tenuti assieme da una traversa avente le estremità sporgenti ed arrotondate, in modo che detto tavolato poteva appoggiarsi ed oscillare sopra dei ganci di ferro murati sui merli laterali. Ciò costituiva una " ventiera" ed i ganci erano detti "ferri da ventiera ".Alzando leggermente la ventiera in bilico sopra i suoi ferri, i difensori potevano scoccare le loro frecce al coperto dei tiri del nemico.
Questi dispositivi, che potevano dunque rimuoversi e riporre per ridurne l’usura, dovuta all’esposizione agli agenti atmosferici, avevano una cerniera, costituita da un muraletto di legno, disposto orizzontalmente, che veniva o appeso ai ferri da ventiera, che nel nostro caso chiameremmo ferri da mantelletto, o in tasselli di legno duro incastrati nelle facce interne dei due merli (spalle) fra i quali il mantelletto era inserito, o in semplici scasse ugualmente disposte, oppure in ganci di pietra dura: esempi di ognuna di queste soluzioni, tranne l’ultima, sono date in fig. SA-1.
Ovviamente, onde evitare la rotazione del mantelletto verso l’interno, o la sua larghezza eccedeva quella dell’intermerlo, o vi era un apposito scontro.
I mantelletti avevano le seguenti dimensioni, altezza per larghezza: 0,79 x 0,99 m (3 x 3 ¾ palmi) da confrontarsi con quanto risulta dal lavoro di fabbrica di 3 per 3 ¼ p ; 7 con architravi di legno di lunghezza 1,34 x 0,26 m (5 x1 palmi), e cinque con arco di muratura; ne consegue che, essendo l’intermerlo (0,80 m) inferiore alla larghezza del mantelletto di 0,095 x 2 = 0,19 m,lalunghezza dell’architrave, per consentire l’incastro in opportune scasse laterali, o l’alloggiamento nei ferri, utilizza il tratto di estremità di 0,175 m risultante da [(lunghezza architrave - larghezza intermerlo)/2], cioè [(1,34- 0,80)/2] = 0,27 m.
Lo spallamento laterale del mantelletto è risultato come visto di 0,095 m.
2. Conclusioni.
NAPOLI, 25 gennaio 2009.
Appendice VV - Torre di: Monte di Vico - Cornacchia - Forio - S. Angelo