Note

  (1) Atti di rifazzioni delle regie torri di Monte di Vico, S. Angelo, Cornacchia, di Forio in marina di detta isola, ASNA, Regia Camera della Sommaria, pandetta generale o seconda, busta 92 fs. 2933.

(2) Mezzasalma N. - Rilievo architettonico della Mezzatorre in Ischia, Napoli, D’Alessandro, via Conte Olivares 24, 22 p., (apr.1982). Biblioteca nazionale di Napoli, sez. Nap. XII c 3(2.

(3) In parentesi la quota relativa al livello di 21,65 m.

 

Appendice VV - Confronto fra la Mezzatorre

la Torre della Cornacchia

I documenti messi a confronto sono: per la Torre della Cornacchia il citato documento dell’ASNA (1) e per la Mezzatorre il rilievo del Mezzasalma  e collaboratori (2).
Logicamente, viste le trasformazioni subite dalla Torre le incertezze di un simile raffronto sono evidenti.

I livelli della Torre, secondo il rilievo presentato da Mezzasalma, sono (3):
1° Piano sottoposto:      15,75 m (-5,90 m)
-  quota                           19,00 m (-2,65 m)
- quota ingresso            21,65 m ( 0,00 m)
- livello copertura         26,95 m (+ 5,30 m)
- livello merlatura        28,25 m (+ 6,60)

Dimensioni  in pianta a quota 21,65 m: 13,70 x13,70 m
Angolo scarpa  γ = 6°,42
Spessore muri alla base  3,40…3,70 m

Conseguentemente si ha:
altezza stanza sotterranea  5,90 m o 3,25 m, se ci si riferisce al livello 19,00 m;
altezza stanza ingresso      5,30 m riferendosi al livello 0 (21,65  m s.l.m.);
altezza parapetto                1,30 m;
altezza Torre dal livello 19 m:  7,95 m
altezza Torre dallo stesso livello, parapetto compreso: 9,25 m
A titolo orientativo si tabellano qui di seguito le dimensioni provenienti dalle due fonti, per un primo confronto.

Confronto dimensionale; misure in m

Voce

Fonte [74]

Fonte [455]

Note

Alt. Stanza sotterranea

3,25…5,90

---

 

Alt. Stanza ingresso

5,30 *

?

* Riferita al livello 0  (21,65  m s.l.m.)

Alt. parapetto

1,30

1,10…1,20

Diff. [455]-[74] = - 0,20…
- 0,10 m

Alt. Torre

7,95 **

7,10

** Dal livello 19 m s.l.m.

Alt. Torre + parapetto

9,25

8,20…8,30

Diff. [455]-[74] = - 1,05…
- 0,95

Spessore muro al piede

3,40…3,70

?

 

Spessore parapetto

---

0,80

 

Lunghezza, larghezza al piede

13,70

15,30

Diff. [455]-[74] =1,60 m

Lunghezza, larghezza alla base del parapetto

11,91 ***

14,60

*** Calcolate;
Diff. [455]-[74] = 2,69 m

Angolo scarpa γ

6°,42

4°,16

Diff. [455]-[74] = 2°,26

1.2.3. Il locale principale di ingresso
Questo locale, secondo il rilievo di Mezzasalma (2) si trova a 21,65 m s.l.m. Nel documento ASNA a questo locale si accede mediante una porta di dimensioni circa 1,2 x 2,10 m,  cui segue una volta botte impostata a 2,64 m di altezza con saetta di 0,53 m; la sua lunghezza appare limitata a 1,31 m, ben inferiore allo spessore del muro che è di 3,70 m in questo lato  meridionale: al riguardo si deve tener presente la tonaca fatta in dette due mura, di giro ogni uno p. 12 [3,16 m], e di altezza completa p. 6  [1,58], e che la lamia à botte, che forma il coverto dell’ingresso che poggia sopra le dette mura, di diametro p. 6 ¾ [1,78 m].
Ora in [74] su detto lato, l’ingresso appare seguito da un ambiente circolare in pianta di diametro di circa 2,4 m: a parte la differenza di  queste misure, appare difficile collegare una copertura a botte  con una simile geometria; è particolare sul quale riflettere.
Tenuto presente l’Astico à cielo sopra lamia fatta in detto coverto di p. 12 ¼  [3,22 m ] per  7 ½ [1,98 m], vi sono alcune misure che concordano con la geometria indicata da Mezzasalma (2), come la profondità di 3,22 m confrontabile con lo spessore del muro di 3,70 m,  e la larghezza di 1,98 m che si accorda con larghezza/diametro  dell’ingresso di 1,78 m.

Cosa realmente vi fosse in questa stanza non è sicuro.
Si ipotizza che al focolare ed alla cucinetta  si accedesse dall’ingresso, e che la cisterna fosse nel locale inferiore, ma con un’ulteriore bocca a livello del piano terreno, della quale peraltro non vi è cenno nel consuntivo del Partitario.
Per l’ubicazione di tutti i servizi – forno, cucinetta, scarico delle acque alla cisterna, si fanno le seguenti considerazioni:
- il lato settentrionale è occupato a livello piazza dalla casa del torriere e dalla garitta di avvistamento, ma accanto alla prima vi è la discesa delle acque;
- il lato settentrionale, a livello pian terreno è nella parte occidentale occupato dalla terza tesa delle scale che collegano il pianterreno alla piazza, ed oltre tutto è con quello di levante il lato più esposto alle offese, conseguentemente non si ipotizzano locali incassati nello spessore dei muri;
- lungo il lato di levante, il parapetto è a barbetta per la posata de’ cannoni;
pertanto:
- per lo scarico dei fumi, restano possibili sistemazioni lungo i lati di occidente e meridione;
conseguentemente si ipotizzano le seguenti possibili posizioni:
- forno, cucinetta lungo la parete occidentale, a sinistra dell’ingresso, col fumaiolo che fuoriuscirebbe sullo stesso lato a livello piazza;
- cisterna e discesa delle acque lungo il lato settentrionale, in corrispondenza della parete meridionale della casa del torriere; qualche perplessità suscita la verifica dimensionale:
la somma dell’altezza della stanza del torriere e del locale inferiore  è pari a 3,95 + 5,30 = 9,25 m, contro una discesa tonacata lapillo a mazzola di 7,65 m, con una differenza fra le due  di 1,60 m.

Schizzi
Ad illustrazione di questa possibile ricostruzione complessiva della Torre al termine dei lavori, si sono approntati gli schizzi seguenti:
TC-1: Sezione e pianta a livello piazza;
TC-2: Vista dall’alto;
TC-3: Spaccato tridimensionale, con vista delle scale e parziale dell’interno della torre.
TC-4: (V. forno e cucinetta.cdr)

1.2.4. Conclusioni

Come conclusione dell’esame specifico del documento in oggetto, si deve dire che attualmente si possono individuare 4 fasi temporali per quanto concerne l’aspetto della Torre:
- dalla costruzione al 1759-1762
Da quanto precede si può ragionevolmente concludere che inizialmente l’aspetto della Torre non differisse molto da quello che qui si è ricostruito; mancava la scala di accesso, e si entrava nella torre con scala di legno mobile; con ogni probabilità mancava totalmente l’armamento di bocche da fuoco, eccettuate le individuali.
I servizi non dovevano differire molto da quelli ripristinati e/o migliorati dal Partitario

- dal 1762 alla fine dell’800
A seguito dell’acquisto dell’edificio da parte della Duchessa di Rancidello e di Acquaviva venne realizzata la completa sopraelevazione, e la comparsa di una merlatura meramente decorativa: il tutto testimoniato dal dipinto di Ferdinando Mastriani [sec XIX], che non consente di verificare la posizione e geometria della scala fissa realizzata nella rifazzione.

- dall’inizio del 1900 al 1982
La documentazione fotografica ed il rilievo del Mezzasalma e suoi collaboratori mostrano la comparsa dei corpi aggiuntivi, specialmente nel lato settentrionale, mentre la sopraelevazione continuava a svolgersi su un solo livello.

- dal 1982 ai giorni nostri
Anche se non è ancora individuata la data, l’ulteriore sopraelevazione su due livelli complessivi avviene in questo periodo, come la sistemazione di tutta l’area circostante, così come la si vede oggi.


Osservazioni finali

Cisterna: la cisterna raffigurata negli schizzi è una proposta grafica personale; strano è che il Partitario non menzioni alcun intervento a livello dell’ingresso, tenuto presente che un parapetto avrebbe dovuto esserci.
La discesa delle acque dal lastrico della stanza del torriere e quella da quello della piazza, deve essere compatibile con l’ingresso in cisterna, e quindi appare essere un po’ distante da uno spigolo, dove lo realizza il Partitario.
Camino: appare essere troppo basso, con i suoi 3 p cioè meno di 80 cm, ed inferiore al parapetto.
Barbetta: i soli lati per i quali se ne parla sono il settentrionale, fra stanza del  torriere e garitta di avvistamento, e quello di levante, che evidentemente individuano i soli settori per i quali si prospetta una possibilità di reazione: cioè dal largo e verso l’insenatura di S. Montano a difesa della quale come ha rilevato anche l’ingegnere la struttura è posta.
Basamento: è parte non chiara; anche la sistemazione della scala appare dubbia, specie in relazione alla morfologia del terreno circostante, in pendenza  negativa verso il mare, e tenuto conto dell’aspetto attuale del lato ingresso.
Forno, cucinetta, 1a e 2a tesa scale: la posizione individuata viene confortata dall’esame delle sezioni a quota 21, 65 e 24, 34 di [74], che mostrano alcuni servizi moderni realizzati nello spessore del muro di ponente.
Scala esterna: l’esame del prospetto meridionale di [74] mostra una serie di scale esterne orientate da levante verso ponente, che, estrapolando il numero di scalini dai 13 ivi raffigurati giunge a 22, numero non lontano dai 28 realizzati nella rifazzione: l’orientamento presentato negli schizzi  di questa Appendice VV è viceversa nella direzione ortogonale, da meridione verso settentrione.

SU