Note

(1) Atti di rifazzioni delle regie torri di Monte di Vico, S. Angelo, Cornacchia, di Forio in marina di detta isola, ASNA, Regia Camera della Sommaria, pandetta generale o seconda, busta 92 fs. 2933.

(2) Essendo 1 palmo = 0,26370 m, questo masso misurava  3,95 x 2,64 m.

(3) Il Partitario è colui che aveva l’appalto dei lavori; era rimborsato a lavori eseguiti.

(4) Strazzullo F. – Architetti e ingegneri napoletani dal ‘500 al ‘700, Ercolano, Edizioni di Gabriele e Mariateresa Benincasa, (apr. 1969). Snsp, f. Pell. 00065

(5) Il Fondo  dell’ASNA Monasteri Soppressi  è oggi denominato Corporazioni religiose soppresse.

(6) Castiglione Gabriele, figlio del quondam Ing, Pietro Castiglione, quale ha servito la R. Corte in molte occorrenze per spatio d’anni 30 in circa, tiene incarico de assistere appresso la persona delli Signori Vicerè con duc. 12 il mese. [259] p. 199 (Da un documento del 10 aprile 1622 (ASNA, Corporazioni religiose soppresse, 4253, fsc, 14).

(7) Strazzullo F., op. cit.

(8) Atti di Rifazzioni…., op. cit.

(9) Cervera G. G., Di Lustro A. - Barano d’Ischia – storia, Napoli, Tipolit. Ampa, (dic. 1988). Anche in bnn sez. Nap. XII b 729.

Appendice VV - Lavori alle Torri regie

dell'isola d'Ischia e al Torrione di Forio (1759-62)


Premessa
Il titolo originale del documento in esame è ingannevole: nel 1759 difatti si dette incarico al R. Ing. Gioacchino Maglione di portarsi a riconoscere le rifazioni, ed accomodi che bisognano nelle torri descritte nella relazione e Conto Prudenziale fol. 3 ad 8… en le quatro torres maritimas de la Isla de Isquia,che vengonocosì individuate:

Torre di Monte di Vico appartenente alla Università del Lacco;
Torre della Cornacchia appartenente alla Università di Forio;
Torre di Forio appartenente a detta Università;
Torre di S.Angelo appartenente al Terzo composto dalle Universitade di Fontana,                                                                                                          [ Testaccio e Barano;

quindi quattro e non tre torri, anche se poi si distingueranno le regie dalla Torre di Forio.

   Si tratta di lavori che sono ritenuti necessari per permettere a questi edifici difensivi di svolgere nuovamente le loro funzioni, intervenendo essenzialmente sull’accesso ed abitabilità, ma anche nelle altre loro parti, con operazioni che oggi si definirebbero di manutenzione straordinaria: le torri sono in un deplorabile stato…che trascurando l’accomodo si demoliranno del tutto; sicchè per ripigliarle, e ponerle in stato di difesa se ne decide la ricognizione in codesto mese di giugno 1759 per individuare i lavori da farsi.
   I lavori sono posti parzialmente a carico delle Università, con un prevalente contributo regio, e, mentre nel 1762 essi sono stati appaltati ed eseguiti per le tre torri regie, Forio non ha provveduto per il suo Torrione.
   Delle quattro torri, quella della Cornacchia è ritenuta la più necessaria di tutte l’altre, poiché [il seno di S. Montano]…. È quasi un Porto naturale capace di qualunque legno di guerra, e perciò comodissimo a qualsiasi inosservato sbarco…non solo al Casale del Lacco, ma bensì anche di tutta l’Isola, senzanche l’altre torri, e Castello d’Ischia sopra prestarvi il menomissimo ajuto….; quella di S. Angelo è la più ben tenuta di tutte l’altre, perché governata non già da Torriere, ma da un Sergente e soldati invalidi.

  Il documento, dopo una breve introduzione che motiva la necessità degli interventi, si divide in  tre parti:
   1) ricognizione con individuazione dei lavori da farsi, in genere alla scala di accesso e relativo ponte di legno, porte, serrature, scuri e ferramenta della garitta d’osservazione de’ bastimenti; tonaca quasi sempre fracassata, specie alle mura esteriori …perché tutte mangiate, e corrose dall’aver salso di mare, ed altresì dalla loro antichità…onde abbiano maggior durata, ed il salso di mare non possa penetrarli; interventi anche a merli e merloni, troniere e cannoniere, e per il Torrione, chiamato sempre la Torre di Forio, anche suggerito il ripristino di alcuni gattoni; altri lavori riguardano cisterne e canalizzazioni per l’acqua piovana, caminetti e forni; notevole è anche che siano previsti lavori alle coperture in lapillo battuto a mazzola.
   2) preventivo, sempre individuato prudenzialmente, con riserva di lavori aggiunti non previsti in quella sede; i materiali impiegati sono pietre, pezzi di astraco, calce, pozzolana, acqua, legno di castagno, chiodi, mascature e chiavi nuove;
   3) descrizione dei lavori effettivamente eseguiti col relativo consuntivo.

   Significativo che alla Torre della Cornacchia manca di fatto la scala d’accesso, e che per quella di Monte Vico  si legga (1):
A dritta di detta entrata di detta Porta principale esiste una scala di fabbrica che mena su una garitta di scoperta de’ Bastimenti; nella quale perché il tutto demolito da un fulmine con una porzione dell’angolo, ove era poggiata, è preciso redificare detto angolo quanto la garitta sua…

    Nessun cenno diretto è fatto per l’armamento, limitandosi a riferimenti a batteria, cannoni, artiglieria, accennandovi, qualche volta; si parla talvolta di deposito per la munizione e di polverista.
   Trattandosi di un modo indiretto per giudicare della gestione e condizione di questi edifici, e per quello di S. Angelo, oggi allo stato molto precario di rudere abbandonato, e di sapere qualcosa sulla sua conformazione e distribuzione dei locali, si è deciso di effettuare una trascrizione del documento, per quanto possibile, integrale, nonostante la sua lunghezza, posta nell’Allegato A.
   Nel testo di questa appendice si effettuerà invece un commento delle parti ritenute interessanti per una migliore conoscenza indiretta di  alcuni dei principali edifici difensivi dell’Isola.
   Si anticipa che per la Torre della Cornacchia, nessun riferimento viene fatto del rudere di quella rotonda oggi incorporata nel complesso della Mezzatorre; forse, quando si parla di materiale esistente sul posto, da utilizzarsi con sgravio delle spese previste, si saranno tenute presenti  le pietre che si potevano ricavare da essa, oltre a quelle ricavate dal gran masso di Pietra viva [demolito] con mine di Polvere, e Piconi, dell’altezza di 15 palmi, e di diametro completo p. 10 (2), che si trovava lungo la strada, che dà la salita alla da Torre della Cornacchia.
   Si deve inoltre osservare che nelle ricerche già compiute, leggendo in [259] di ingegneri e missioni varie, si era trovato l’ing. Antonio Gisolfo in missione ad Ischia nel 1627 a controllare i lavori fatti dal Partitario (3) sulle torri regie di quest’isola (v. Allegato 5 di Appendice R).
   
    Si era difatti scritto in Strazzullo (4):
p. 152:…Con lettera del 23 ottobre 1612 il segretario del viceré (era viceré il Conte di Lemos) comunicava al Luogotenente della Sommaria, Juan Alonso Suarez, che al Fontana si dava incarico di controllare le spese relative alle riparazioni delle torri e fortificazioni del regno. Evidentemente il controllo si estendeva solo alle torri costiere dipendenti dalla regia corte, e non pure a quelle private, di famiglie nobili o di monasteri…
pp. 188…192:…Regesto di un gruppo di documenti dal titolo “Attestati di più Castellani del Regno a favore del Ingegniero Onofrio Antonio Gisolfo”
Documenti per l’Ing. Orazio Gisolfo
……
….Lettera della Sommaria ad Orazio Gisolfo, ingegnere delle Torri del regno, perché si rechi nell’isola d’Ischia per accertarsi se le torri colà esistenti sono adatte a ricevere il peso delle artiglierie (16 novembre 1627)…

   Ricavandola con altre, dalle carte dei Monasteri soppressi, 4256, fascicolo15 (5) si trova la conferma che l’ing. Gisolfo adempiva all’incarico:
p. 201:…Il 16 novembre 1627 l’Ing. Orazio Gisolfo andava nell’isola d’Ischia per vedere se in quelle torri si potessero sistemare le artiglierie solite a piazzarsi nelle regie torri…
e non è questo il solo intervento di questo tecnico, perché:
p. 202 :…In aprile (1637) fu inviato con l’Ing. Gabriele Castiglione ad Ischia per periziare l’opera fatta dal partitario Andrea Francese nella torre della Cornacchia…(6).

Si rifletta ora sul complesso di date significative che si è riusciti a trovare circa le Torri dell’isola:
- 1576: relazione del Magnifico Stinga del 1576, con riferimento alle torri  di Forio, e dichiarazione che la Regia Corte nulla ha fatto di suo ancora nell’Isola;
- 16 novembre 1627: l’ing. Gisolfo andava nell’isola d’Ischia per vedere se in quelle torri si potessero sistemare le artiglierie solite a piazzarsi nelle regie torri;
- aprile 1637: gli ingegneri Antonio Gisolfo e Gabriele Castiglione vanno a periziare l’opera fatta dal partitario Andrea Francese nella torre della Cornacchia…
- 1759…1763: si effettua la Rifazzione delle tre torri  di Montevico, Cornacchia e S. Angelo, raccomandando all’ università di Forio di provvedere in proprio al Torrione.

Nell’attesa di inquadrare meglio il tutto, e di cercare di verificare se nelle carte indicate in Strazzullo (7) vi sia un documento come quello in esame, che indichi lo stato delle torri isolane nel 1637 o in prossimità di questa data (vi si cita anche: Monasteri soppressi, 4256, fascicolo15, nel fondo dell’ASNA oggi denominato Corporazioni religiose soppresse), non si può non riflettere sul fatto che lo stato delle tre torri regie isolane, a 122 anni di distanza dal 1637 è a dir poco disastroso, nessuna sembrando essere più in grado di adempiere al proprio compito.
Si osserva anche che il complesso di date e degli avvenimenti, documentati nelle Relazioni (8), si trova in disaccordo con quelle che il Cervera (9) ha fornito:
p. 83…. Tanto la Torre di Monte Vico, quanto quella di S. Angelo furono «riattate» nel 1776 e l’anno seguente quella di S. Angelo fu «rifatta». Alcuni anni prima (1771) tra Forio e Fontana c’era stata lite col Regio Fisco a causa delle loro torri: non ne conosciamo il motivo, ma sappiamo che il Razionale della R. Camera don Carlo Olai fu pagato per i diritti di sgravio per questa causa, la quale verteva anche su pagamenti fatti dalla Sovrintendenza «per diritti di notamento e di sgravio» circa l’esenzione dal pagamento del Soldato Invalido della Torre della Cornacchia e di S. Angelo….
come si vede una differenza di 14-15 anni rispetto al 1763, data della Relazione finale del Partitario  Ignazio di Mase.


Esame del documento

   Per quanto possibile, si  procederà in modo uniforme, con l’intento di precisare inizialmente le dimensioni esterne degli edifici, il loro aspetto, e per le Torri  oggi palesemente modificate e/o distrutte, di fornire ogni possibile elemento conoscitivo.
   Si esaminerà dunque quanto dettaglia il Partitario  De Mase o Di Mase, come conseguenza dell’indagine preliminare, nella sua Relazione consuntiva riportata integralmente in Allegato, stralciandone le parti essenziali, senza entrare nel merito di un confronto fra preventivi e consuntivi, che, per quanto interessante, si lascia a più provveduti ed esperti.
Si divida l’esame in 10 parti:
1. la scala esterna ed il ponte di legno;
2. il locale di ingresso;
3. la scala che mena  alla piazza e all’accesso ad essa attraverso il garittone;
4 . la piazza;
5. il coronamento;
6. la garitta;
7. le mura esterne e la pianta dell’edificio;
8. i locali sottostanti la scala e sotterranei, se esistenti;
9. accessori: focolare, camino, locale di decenza;
10. varie.

Per le misure delle dimensioni citate, si adottano  le  napoletane, in uso prima del 1840:
    1 palmo - 12 once -   0,263670 m
    1 oncia -   5 minuti - 0,021972 m
    1 minuto - ///// -    0,004394 m

non si entra nel merito delle valutazioni in danaro, essendo il presente esame limitato alle sole misure delle dimensioni delle  varie parti.

1. Torre di Monte di Vico
2. Torre della Cornacchia
3. Torre di Forio (Torrione)
4. Torre di Sant'Angelo
Allegati : A | B | C | D | E

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