Ischia
Si distinguono le zone seguenti, oltre alla zona del Castello, che non rientra a rigori nel quadro presente, pur partecipandovi certamente a livello funzionale, (si tratta in realtà di un complesso di opere elettivamente distinte dal complesso dei singoli manufatti di cui si tratta in questa Nota e nelle precedenti, sia pur considerandole nel loro insieme);
- procedendo dai piedi del Castello, verso oriente e meridione:il Burgo;
Cartaromana;
le vie di accesso verso meridione (Soronzano e Campagnano).
- verso occidente:
La zona Dei Bagni.
- ciò che non si è riuscito ad inquadrare in questo schema semplificato e propositivo, viene compreso nelle: Varie.
Il Burgo
Nell’insediamento abitativo considerato, si sono individuate opere con i nominativi seguenti, la maggior parte corrispondenti a manufatti sicuramente individuati:
Torre di Mare (Appendice 54).
Torre dei Parlamentarii (Appendice 55).
Torre campanaria dello Spirito Santo (Appendice 56).
Torre di Don Orazio Tuttavilla (Appendice 57).
Torre del Soronzano (Appendice 59).
La Batteria del Molo (Appendice 58).
La Batteria alta del Castello (Appendice 83).
Cartaromana
Ci si limita, per i particolari scopi perseguiti in questa fase introduttiva, a citare i soli nominativi seguenti, rammaricandoci, sin d’ora, dello stato di abbandono e di conservazione del secondo dei manufatti citati, e del risultato del restauro del primo:
Torre Guevara ((Appendice 62);
Casa dei Balestrieri (Appendice 63);
Uno scoglio a Cartaromana (Appendice 102), [182];
si ritiene comunque che la zona sia, o sia stata, più densa di probabili obbiettivi.
Le vie di accesso verso sud (Il SORONZANO e Campagnano)
Questa, per ora, è solo una logica chiave di lettura della parte del territorio che dalle precedenti si addentra verso l’interno dell’isola, percorrendone la sua parte sudorientale.
Sulla via di Campagnano il Cervera indica come probabile torre un edificio di fronte la chiesa di Sant’Antuono; gli è stata assegnata la distintiva:
Torre di S. Antuono ( Appendice 66).
La zona dei Bagni
Si segnalano comunque, partendo dal noto documento del Cartaro (1586), per giungere a quello del ROT (Real Officio Topografico) (1817-19) :
Torre di S. Pietro, (Appendice 60).
Batteria di S. Pietro, (Appendice 61).
Per un contributo introduttivo alla conoscenza della zona, in epoca relativamente recente, si veda anche quanto ai riferimenti della Bibliografia generale [82], [83].
Varie
In attesa di un approfondimento conoscitivo dell’intera zona, sulla scorta di un’iconografia di G. Gigante, e con riferimento alla Bibliografia citata, si individuano e segnalano:
Torretta di Via Moschini, (Appendice 64) [67].
Casa Florido (Appendice 65) [51].
La Zona Sudorientale: da SANT’ANTUONO a BARANO.
SANT’ANTUONO – CAMPAGNANO
Seguendo la direttrice di marcia indicata, a partire dalla ricordata Torre di Sant’Antuono (Appendice 66), [57]), si giunge a:
Torre o Torri di Campagnano (Appendice 67), [94].
La prima, come si detto, è dove l’ha trovata il Cervera [57], anche se da quella data (fine anni 50) ne è certamente mutato l’aspetto: oggi, indipendentemente da quell’indicazione, sarebbe veramente difficile individuarla come appartenente a questa categoria.
Delle seconde, la sola indicazione recente, esplicita, che dovrebbe essere sicura, la dà il Sollino [94], che ne indica una sola, sia pur molto sinteticamente, mentre sta inseguendo le amate piante che ricoprono tante belle zone dell’isola: se così non fosse stato non ne sarebbe restato vivo forse altro che il solo toponimo, sempre al plurale sulle carte, distinguendo in quelle di sopra e di sotto.
MATARACE – TERRANERA- TESTACCIO
Torre di Matarace (Appendice 68),
Torre di Terranera (Appendice 85);
o, partendo dal Testaccio e dalla chiesa di S. Giorgio, a cui è vicina, la:
Torre dei Siniscalchi (Appendice 69);
mentre, proseguendo verso meridione, si individuano:
La Torre del Fergola (Appendice 84), [238];
La Guardiola sudorientale (Appendice 78), [242], [243].
La prima compare in un’incisione su disegno dell’artista, anche operatore del ROT, eseguita alla rovescia; in merito all’ultima, diruta già nella carta del De Rosa del XVII secolo, e scomparsa definitivamente in epoca imprecisata, e quasi certamente prima del 1816 (V. Appendice 78), si deve dire che sugli stessi luoghi, nell’ultimo conflitto mondiale, fu costruita una postazione militare di avvistamento, per la quale si rimanda alla citata Appendice 78.
Così, ove erano due delle Guardiola isolane, a conferma della ottima selezione naturale dei luoghi, nel secolo passato vennero istallate postazioni militari moderne (Note 8, 9,14, 15; Appendice 19 e Appendice 78).