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Età preistorica

di Giovanni Castagna

Tracce di contesti abitativi in località Cilento e San Michele (comune d'Ischia), come avanzi di manufatti litici rinvenuti in diversi luoghi dell'isola (Lacco Ameno, Forio...) attestano la presenza dell'uomo nel periodo Neolitico (3500 ca. a. C.). Più cospicui sono i rinvenimenti di insediamenti umani, su alture naturalmente difese, nell'età del Bronzo: collina del Castiglione (fra Porto d'Ischia e Casamicciola), Monte Vico e Mezzavia (Lacco Ameno), Zaro (Forio) e Sant'Angelo.
Sulla collina del Castiglione sorse un villaggio di capanne e l'abbondante materiale rinvenuto presenta i caratteri tipici della civiltà appenninica (età del Bronzo medio - inizi età del Ferro): ciotole, anfore, catini di grandi dimensioni; vasi decorati a incisione che, secondo Giorgio Buchner, lo scopritore del villaggio, rispecchiano un'abilità tecnica molto considerevole dei vasai del Castiglione. Sono stati rinvenuti anche frammenti di ceramica micenea, databili tra la fine del XV e l'inizio del XIV secolo a. C., che testimoniano precoci fenomeni di contatto fra il mondo egeo e le coste tirreniche.
Nell'età del Ferro sembra che quasi tutti gli insediamenti umani sull'isola scompaiano; si hanno testimonianze soltanto di quello del Castiglione, abitato da gente appartenente al popolo italico degli Opici o Oschi. I reperti, databili tra il IX e l'VIII secolo a. C., rivelano, tuttavia, un mutamento nei procedimenti tecnici ed un cambiamento dell'economia domestica. Appaiono enormi giare, fornelli di terracotta portatili e, soprattutto, sembra essersi sviluppata la tessitura, come dimostrano le fuseruole, i rocchetti e le piramidette-sostegno per svolgere il filo del fuso e preparare l'ordito.
Avanzi di pasti, inoltre, dimostrano che nell'età del Bronzo venivano già allevati il bue, il maiale, la capra e la pecora. Il villaggio scomparve sotto una coltre di cenere vulcanica, durante l'VIII secolo, per l'eruzione del dicco di Cafieri.
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