Viceregno spagnolo (1504-1707)
di
Giovanni Castagna
Ferdinando
il Cattolico concedette il dominio a vita dell'isola d'Ischia
a Costanza d'Avalos. Il "superbo scoglio", il castello,
divenne il soggiorno di "gran capitani" e di governatori,
di belle donne, quasi tutte principesse o dotate di peso politico,
ma, soprattutto,
"un cenacolo umanista del Rinascimento attorno a Vittoria
Colonna".Vittoria sposò sul castello Francesco
Ferrante d'Avalos, che fu poi il vincitore di Pavia, ove fece
prigioniero Francesco I, re di Francia. La morte del marito lasciò la
donna in un profondo cordoglio che commosse tanti contemporanei.
Andò vagando
per l'Italia, nell'immensa maestà del suo dolore di vedova,
esprimendo in versi la sua verace fedeltà allo sposo, il
suo imperioso bisogno di Dio e l'assillo di un rinnovamento religioso,
che la rese sorella di tutti coloro i quali avevano affini inquietudini
spirituali, in special modo, di Michelangelo.
Quasi tutte le
vicende storiche della prima metà del '500 ebbero come
cassa di risonanza il castello: la battaglia di Ravenna (1512),
la battaglia di Pavia (1525), il sacco di Roma (1527), la battaglia
di Capo d'Orso (1528). E quando il papa, Clemente VII, per liberare
Roma dai Lanzichenecchi, impegnò ornamenti sacri, tiara
e gioielli, li consegnò
a Alfonso del Vasto, il quale li diede in custodia alla zia Costanza
d'Avalos sul Castello. Questo fervore di vita andò spegnendosi
e già nel 1554 Ariadeno Barbarossa con i suoi corsari
aveva saccheggiato, devastato e distrutto ogni angolo d'Ischia.
Seguì
l'incursione di Dragut (1546), per cui l'isola, secondo una descrizione
del 1574, si presentava in uno stato pietoso e in condizioni di
estrema povertà versavano i suoi abitanti, "marinai,
pescatori e faticatori", insediati in villaggi, i cui lineamenti
e limiti sono precisati nella carta di Mario Cartaro, allegata,
nel 1588, all'opera del medico calabrese, Giulio Iasolino, che
descrisse i bagni d'Ischia e i loro effetti medicamentosi. Durante
il Viceregno Ischia venne divisa in tre Università: quella
della Città e dell'Isola (l'attuale comune d'Ischia), quella di Forio con Panza, quella del Terzo che comprendeva Fontana, Barano,
Casamicciola e Lacco, cioè, tutto il territorio mediano
("el
tercio"). Restava, tuttavia, sotto la signoria dei d'Avalos
e solo nel 1734 ca. ottenne l'autonomia, tornando al demanio.
Durante la guerra di successione spagnola, Napoli, quindi Ischia,
passò
sotto il governo austriaco e nel 1734 sotto quello borbonico con
Carlo III.